Il consiglio regionale (foto F.Troccoli)

L’Umbria non ha nessun ente inutile. Nessun organo tecnico-amministrativo, nessuna commissione consultiva: nulla di tutto ciò è superfluo, secondo il consiglio regionale. Con il voto favorevole dei consiglieri della maggioranza (15), quello contrario dell’opposizione (7) e un astenuto (Goracci), l’Aula di Palazzo Cesaroni ha infatti espresso parere favorevole circa la proposta di atto amministrativo della Giunta regionale concernente la “individuazione degli organismi collegiali considerati indispensabili e di quelli non indispensabili, operanti a livello tecnico-amministrativo e consultivo, anno 2012”.

Artigianato Il relatore di maggioranza Luca Barberini (Pd) ha sottolineato che, con l’entrata in vigore della legge regionale ‘4/2013’ (Testo unico per l’artigianato), sono state di conseguenza soppresse le Commissioni provinciali per l’artigianato di Perugia e Terni, un provvedimento che riguarda comunque il 2013 (il voto riguardava il 2012).

Costo insignificante Dopo aver rimarcato come l’atto sia di natura meramente tecnica, Barberini ha ricordato come la Regione Umbria, negli anni 2010 e 2011 aveva dichiarato inutili 8 organismi. «Anche quelli attivi – ha tenuto a precisare – sono per le più organismi con un costo insignificante e che rendono comunque fattiva la partecipazione della cosiddetta società civile anche all’interno della gestione della cosa pubblica».

Opposizione contro Massimo Monni (Pdl) ha sottolineato che «nonostante il contesto di semplificazione istituzionale avviato dallo Stato tra il 2008 e 2010, la Regione Umbria non ha mai provveduto ad una organica riconsiderazione del complesso degli organi collegiali, per la maggior parte privi di prerogative e che non incidono sui processi decisionali, anzi, spesso ritardano l’azione della pubblica amministrazione. Anche in questa occasione non si è proceduto ad una approfondita valutazione della loro effettiva utilità».