di Daniele Bovi
Rappresentare il territorio, anche se con il collegio unico regionale, uno dei punti qualificanti della legge elettorale approvata martedì dall’assemblea legislativa umbra, «la visione è cambiata». È sottile il confine sul quale si dovrà muovere Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd umbro, in vista del risiko sulle candidature. Il calendario è già fissato: nei prossimi giorni Leonelli parlerà con i segretari dei territori, poi il 7 marzo ci sarà la Leopolda umbra per discutere di programma e tra fine mese e i primi giorni di aprile si chiude, con tanto di bollino dell’assemblea regionale. «Incontrerò – ha detto giovedì Leonelli in una conferenza stampa dove si è parlato di alcune proposte che riguardano partecipate, dirigenti e riassetto istituzionale – i segretari del territorio. Le varie aree dovranno essere rappresentate, tutti devono essere cittadini del progetto».
Rinnovamento Non tutti però potranno rivendicare il loro candidato: «Non tutte le città – spiega il segretario – ce l’avranno». Leonelli tiene poi la barra dritta rispetto a quanto indicato nell’assemblea che ha incoronato Catiuscia Marini: «Per quanto riguarda i nomi – dice – non ho parlato con nessuno, però ribadisco che per il 70% saranno nuovi e che anche la giunta sarà interamente cambiata». Quanto alle autocandidature «non ci possono essere atti unilaterali e non metterò la faccia su un progetto che non mi convince. Gli umbri dovranno percepire che c’è una squadra adeguata a suonare lo spartito del 2020».
LEGGE ELETTORALE: MOLTE OMBRE E QUALCHE LUCE
La lista Marini Leonelli ha parlato poi di quello che ormai in gergo giornalistico viene chiamato ‘listone della presidente’, la squadra alla quale si starebbe lavorando in queste settimane a palazzo Donini per mettere insieme pezzi di sanità, dell’università, delle libere professioni e dell’imprenditoria. «Io – risponde Leonelli sul punto – parlerei più di un modello civico. Non esisterà una ‘lista Marini’: insieme agli alleati bisognerà capire se c’è un progetto che riguarda alcuni settori della società. Noi non siamo ostili se ciò può aiutarci a penetrare mondi più lontani dal nostro, anche se la nostra lista avrà comunque un respiro ampio».
PARTECIPATE E DIRIGENTI, IL PROGETTO DEL PD
Alleanze Ultimo capitolo affrontato, le allenaze: Sel sembra disposta a dialogare col Pd per trovare un’intesa, mentre con Rifondazione-Altra Umbria tutto sembra ancora in alto mare: «Al momento – dice il segretario – non c’è nessun contatto. Comunque noi non abbiamo preclusioni sull’articolazione della coalizione. Prima presenteremo un programma e poi vedremo chi ci sta. Altrimenti si tratterebbe solo un accordo di potere».
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