di Chia.Fa.
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«Catiuscia Marini si farà personalmente carico delle priorità programmatiche di Spoleto che le saranno relazionate e consegnate dal Pd cittadino». Questo l’esito del faccia a faccia andato in scena martedì pomeriggio a palazzo Cesaroni tra i cinque coordinatori dei circoli, parte del gruppo consiliare e la presidente uscente a caccia del secondo mandato, affiancata da Andrea Pensi, Matteo Burico e per una mezz’oretta anche dal segretario regionale e candidato al consiglio regionale, Giacomo Leonelli.
VIDEO: LEONELLI E MARINI PRESENTANO LISTA
FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
I PROFILI DEI CANDIDATI
Confronto Marini-Pd Spoleto Al centro del tavolo naturalmente la mancata candidatura di un esponente spoletino del partito che ha causato pesantissime frizioni sia in seno al Pd cittadino, che dopo le dimissioni del segretario Roberto Loretoni è senza una guida, che in quello regionale, con l’area della sinistra Pd che nell’ultima settimana ha più volte puntato il dito contro il segretario Leonelli, accusandolo di aver all’ultimo minuto dichiarato l’incandidatibilità di Cintioli, spiazzando non solo l’assemblea di Spoleto che aveva indicato superficialmente un solo nome, quello di Cintioli per l’appunto, ma rischiando anche di compromettere gli equilibri interni tra le correnti democratiche.
IL CASO PUCCIARINI
SPOLETO SUL PIEDE DI GUERRA
Leonelli finisce sotto accusa Una lettura un po’ distante da quanto fin qui denunciato, ad esempio, dal segretario provinciale Dante Andrea Rossi che invece si è scagliato, fin dall’approvazione della lista in assemblea regionale, contro Vincenzo Riommi e i suoi, colpevoli a suo dire di «un blitz vergognoso». In ogni caso martedì la delegazione spoletina ci è andata giù dura sull’esclusione di Spoleto con il consigliere Massimiliano Capitani, per dirne uno, che a nome del circolo dell’Alta Marroggia sarebbe arrivato anche a chiedere al segretario Leonelli di fare un passo indietro per lasciare il posto a un candidato ducale.
Marini candidata di Spoleto Ipotesi respinta con la Marini che si è impegnata a essere il referente territoriale di Spoleto, chiedendo al segretario comunale di ritirare le dimissioni e al gruppo dirigente di respingerle. Ufficialmente lo strappo viene considerato come ricucito, peraltro con qualcuno che si batte i pugni sul petto per il filo diretto assicurato con la Marini che, va detto, avrebbe anche sgombrato il campo da rapporti preferenziali col sindaco Fabrizio Cardarelli, riconoscendo quale interlocutore principale sul territorio il Pd. Tuttavia all’esito del faccia a faccia non sono pochi quelli che allargano le braccia e dicono: «Toppa migliore ormai non ci si poteva mettere, ma sempre una toppa è».
Pd Umbria Nel pomeriggio con una nota il Pd Umbria ha espresso «soddisfazione per l’esito dell’incontro tra i delegati del Pd di Spoleto. Preso atto delle difficoltà di natura territoriale e su più ampia scala regionale che hanno portato a una mancata rappresentanza della città di Spoleto all’interno della lista dei candidati Pd al consiglio regionale – si legge nella nota – si è ribadita la volontà di rafforzare un clima di coesione e di lavorare insieme per l’affermazione del progetto del Partito Democratico e della candidata presidente Catiuscia Marini. Il livello regionale del Pd e la candidata presidente – inoltre – hanno voluto rimarcare l’impegno a condurre una campagna elettorale orientata a testimoniare grande attenzione a Spoleto, una città chiave per lo sviluppo dell’Umbria, la cui centralità nelle politiche culturali, turistiche e per la crescita della regione non sarà in alcun modo sottovalutata. Il Pd Umbria ha rinnovato l’invito a rimanere in carica rivolto al segretario Roberto Loretoni per la durata della campagna elettorale e fino alle elezioni regionali. Saremo impegnati – conclude la nota – per ascoltare le istanze del territori, per sostenere il Pd locale in una fase complicata e per contribuire a dare a Spoleto il ruolo che merita nelle politiche della Regione».

AHAHAHAHAHAH ma come non era una battuta?