La sede regionale del Pd

di Daniele Bovi

Più si avvicina il weekend dell’uno e due maggio, data entro la quale i partiti dovranno presentare le liste in vista delle regionali, più gli aspiranti consiglieri regionali sgomitano per un posto in griglia di partenza. In casa Pd i nodi da sciogliere sono molti e uno dei più importanti riguarda Perugia, terreno delicatissimo dopo la disfatta storica delle comunali. Lunedì si sono riuniti i circoli del territorio e, come spiega il segretario Giacopetti, dall’incontro è emersa una «voglia di rinnovamento, sapendo che rinnovare non vuol dire rinnegare quanto di buono si è fin qui fatto, come ci si segnala, ma saper coniugare responsabilmente la valorizzazione dello spirito del Pd partito del buon governo con le istanze del cambiamento e la richiesta di discontinuità».

Cernicchi Insomma, il segretario fa sfoggio di equilibrio e spiega che bisogna innovare sì, ma senza gettare via il bambino con l’acqua sporca. Un ragionamento strettamente connesso al caso, caldissimo, di Andrea Cernicchi e della campagna di raccolta firme organizzata in suo sostegno. La sottoscrizione è una conseguenza diretta dello scontro tra chi nel partito vuole la sua candidatura e gli altri che lo considerano un elemento decisivo dell’esperienza Boccali e per questo, insieme a Lorena Pesaresi, non candidabile. Della raccolta firme i circoli hanno discusso dividendosi tra chi la considera una forma di libertà e chi la ritiene una scelta tutt’altro che ortodossa. Al di là dei singoli nomi però l’orientamento dei più è quello di voltare pagina, con il segretario che punta a disinnescare un possibile referendum pro o contro l’ex assessore comunale alla Cultura.

Criteri Di criteri si discuterà a livello regionale giovedì, quando è in programma la direzione con il vicesegretario Guerini. Un appuntamento al quale il Pd perugino guarda ovviamente con attenzione. «Ora sarà compito della segreteria comunale – sottolinea Giacopetti – nella sua piena autonomia e autorevolezza e nella più ampia condivisione possibile delle scelte e delle responsabilità, con un occhio a quanto emergerà, giovedì, dalla direzione del Pd Umbria e conseguentemente a quanto emerso dai territori e al messaggio che gli elettori ci hanno mandato lo scorso giugno, portare a sintesi la discussione intorno ai criteri per le candidature da consegnare al Pd regionale». Il tutto nella convinzione che «se cresce Perugia cresce l’Umbria».

Fronte Cgil Un altro fronte caldo è quello della Cgil. All’interno del sindacato rosso il segretario regionale Mario Bravi deve sciogliere un nodo che in realtà sembra già sciolto, quello di una possibile candidatura all’interno della lista Pd, in quota minoranza. E proprio dalla minoranza, ma stavolta da quella del sindacato, partono bordate verso Bravi: «Si deve dimettere» dice in una nota Rossano Rubicondi, membro del direttivo regionale Cgil in quota «Il sindacato è un’altra cosa». Rubicondi il 24 marzo, giorno del prossimo direttivo, presenterà un ordine del giorno in cui chiederà le dimissioni di Bravi, peraltro previste da statuto una volta formalizzata la candidatura. Il membro del direttivo parla poi delle indiscrezioni a proposito della discesa in campo di Bravi: «Se non le smentisce – dice – mette in discussione l’autonomia dell’organizzazione alla quale io appartengo».

A sinistra «Che immagine diamo – continua – ai nostri iscritti? Che credibilità possono avere le nostre battaglie contro il Governo Renzi se poi alla prima occasione il massimo esponente della Cgil si candida con il “nemico”? È come se Manlio Mariotti (attuale consigliere regionale Pd, ndr) cinque anni fa si fosse candidato con Forza Italia». La Cgil è un terreno di caccia per molti: per il Pd, per la lista che si prepara a mettere in campo l’assessore regionale Stefano Vinti e pure per L’Altra Umbria, alla caccia di un possibile candidato presidente. Sabato scorso l’assemblea regionale ha dato il via libera ai criteri per la formazione della lista e, a questo punto, un comitato transitorio accoglierà le proposte e le valuterà. L’assemblea è riconvocata per il 27 marzo e lì si conosceranno i nomi. Nel frattempo in un comunicato L’Altra Umbria chiede «di lasciarci lavorare e di interrompere il flusso continuo di indiscrezioni fasulle», ribadendo che che nella formazione «non esiste, come si vuol far credere, un’egemonia di partiti o loro frazioni».

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.