di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi
«Mi sono candida con Monti perché al 70% il suo programma è quello di Matteo Renzi». A parlare è Adriana Galgano, 49 anni, capolista alla Camera di Scelta civica, già coordinatrice umbra di Officine democratiche (il think tank che con la fondazione Big Bang ha lavorato al programma di Renzi), esperta di formazione e consulenza in settori come management e marketing per importanti società. Diploma al liceo classico «Mariotti» di Perugia, laurea in Scienze politiche sempre nel capoluogo, Galgano è una delle anime di Ottantaventi srl, società di formazione (fondata da papà Vittorio) accreditata anche presso la Regione Umbria e che lavora per importanti aziende. In un vecchio articolo su La Repubblica uscito nel 1996 viene definita «la tedesca», un po’ perché parla la lingua e un po’ per il carattere deciso e pragmatico.
Operazione candidatura «L’operazione candidatura – dice a Umbria24 – è stata fatta coinvolgendo un pezzo importante di Officine democratiche e del mondo dei diritti, anche quello dei gay. Questo significa che la nostra lista è pluralista. Il contatto con Monti? Attraverso Pietro Ichino che viene da Officine democratiche. Il tutto poi si è concretizzato negli ultimi quattro giorni. La nostra è una lista di persone di spessore provenienti dalla società civile». Come conciliare i diritti dei gay con le posizioni di Casini e soci? Galgano la mette giù così: «Io dico – spiega – che l’importante è che la lista sia pluralista e certe riforme vengano fatte in modo trasversale, cercando alleanze con le persone indipendentemente dal partito di appartenenza come ai tempi del divorzio».
La lista Dietro alla Galgano è il giornalista eugubino Daniele Morini, poi il medico ternano Gabriele Marinozzi, poi Cesare Carini, il ternano Paolo Gamboggi e la perugina Maria Beatrice Ricciardi. Da ultima la giovane Chiara Grisci. Secondo Galgano l’Italia non può sopportare la cura dell’«agenda Fassina: il Pd si è schierato a sinistra, mentre Ichino è stato continuamente attaccato. In questo partito, dove sono entrata quattro anni fa sostenendo Ignazio Marino, non c’è stata volontà di sintesi. Siamo stati quattro anni nelle sabbie mobili lasciando spazio libero ai moderati che hanno idee più riformiste per il Paese».
Renziani ovunque La capolista voluta da Monti non crede poi alla teoria secondo la quale il premier ha schierato i renziani, per drenare voti al Pd, proprio in quelle regioni come l’Umbria e la Toscana dove il sindaco ha fatto il pieno di consensi: «I renziani sono dappertutto – dice -. In questo momento così serio per l’economia del Paese hanno valutato l’importanza del programma e la coerenza. L’Italia non ha il tempo di sopportare le cure Fassina-Vendola. Abbiamo invece bisogno di riforme che ci mettano al passo con l’Europa e con i Paesi più avanzati. Questa è la nostra scommessa». Pensando ai problemi dell’Umbria da portare in parlamento Galgano sostiene come prima di tutto ci siano le infrastrutture: «Abbiamo vie di comunicazione – osserva – che rendono difficile raggiungere la regione. Abbiamo un potenziale turistico e culturale immenso che non può essere sfruttato se non si porta a casa questo obiettivo. Secondo, bisogna riprendere a credere nell’imprenditoria privata: abbiamo 13 mila persone in cassa integrazione a zero ore, un’azienda al giorno chiude. Occorre creare poi le condizioni affinché si sviluppino e tornino ad avere un ruolo i settori della conoscenza».
Così al Senato Al Senato invece, come noto, il trio Monti-Fini-Casini schiera una lista unica (Con Monti per l’Italia) che vede in Umbria come capolista l’ex ministro del governo Prodi Linda Lanzilotta. Alle sue spalle il consigliere provinciale dell’Udc Maurizio Ronconi, poi Sonia Massobrio, il consigliere comunale di Perugia Otello Numerini, Andrea Valigi, Piergiorgio Pizzo e Barbara Bettelli. Confermate poi le indiscrezioni degli ultimi giorni secondo le quali il rettore dell’Università per Stranieri di Perugia sarebbe stata candidata in Toscana: Stefania Giannini infatti sarà seconda nella lista per il Senato dietro Pietro Ichino. Alla Camera invece il partito di Pierferdinando Casini vedrebbe come capolista Giorgio Guerrini, ex numero uno di Confartigianato per otto anni, dal 2004 al 2012. Per lui, aretino, si è parlato anche di un possibile posto da capolista in Toscana.


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