Giovedì 15 e venerdì 16 maggio la campagna «Liberi subito» promossa dall’Associazione Luca Coscioni arriva anche in Umbria con una serie di appuntamenti pubblici e l’avvio ufficiale della raccolta firme per una proposta di legge regionale sul suicidio medicalmente assistito. L’iniziativa, coordinata a livello regionale da Laura Santi, punta a garantire tempi certi e procedure chiare per l’accesso al suicidio assistito, diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale con la sentenza 242 del 2019 ma spesso ostacolato da ritardi e incertezze operative.
Terni e Orvieto Il primo appuntamento è giovedì 15 alle 17.30 a Terni, in piazza della Repubblica, dove interverranno Marco Cappato e Matteo Mainardi, rispettivamente tesoriere e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, insieme all’avvocato Alessandro Gentiletti e a Maria Sole Giardini della Cellula Coscioni Terni. Il gazebo per la raccolta firme sarà attivo dalle 16 alle 20. In caso di pioggia, l’iniziativa si sposterà sotto i portici adiacenti. Sempre giovedì 15, alle 21, è previsto un evento pubblico a Orvieto, ancora in piazza della Repubblica, con la partecipazione della famiglia di Luca Coscioni, di Marco Cappato, Matteo Mainardi e della Cellula Coscioni locale.
Perugia Il ciclo di iniziative si chiude venerdì 16 a Perugia, in piazza Italia (lato Grecchi), dove dalle 11 alle 13 si terrà un evento pubblico con la presenza di Laura Santi, Marco Cappato e Matteo Mainardi. Sono previsti anche i saluti istituzionali della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi.
«Liberi subito» La campagna nasce in risposta all’assenza di una legge nazionale che disciplini l’accesso al suicidio assistito, nonostante i criteri stabiliti dalla Corte costituzionale: la persona deve essere capace di autodeterminarsi, affetta da una patologia irreversibile che comporta sofferenze intollerabili e dipendere da trattamenti di sostegno vitale. In questo quadro, l’obiettivo è spingere le Regioni a legiferare per definire tempi certi e procedure trasparenti, evitando che le decisioni vengano ostacolate da ritardi, rifiuti arbitrari o vuoti normativi.
Le Regioni A oggi, una sola Regione – la Toscana – ha approvato la proposta di legge, poi impugnata dal governo. In altre cinque (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia) l’esame del testo è stato rinviato in commissione. Nove Regioni – tra cui Lazio, Campania, Sardegna, Puglia e Sicilia – hanno ricevuto il deposito della proposta ma non hanno ancora avviato l’iter legislativo. Calabria e Marche hanno invece depositato testi simili. In Basilicata, infine, la proposta è decaduta con la fine della legislatura e occorre ripresentarla. Con l’avvio della raccolta firme in Umbria e in Trentino, la campagna si estende a due nuove regioni, nel tentativo di ottenere un’applicazione più uniforme e tempestiva di un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale ma non ancora garantito nella pratica.
