di M.R.
«Spetta al sindaco la scelta di composizione della giunta, sicché non posso che accettare la sua scelta, ma non la condivido. Sono deluso e amareggiato per l’impossibilità di portare a termine i tanti lavori iniziati ma non smetterò di servire Terni. È stato un onore e non un interesse». Con la tessera di Ap ormai scaduta e un assessorato alle spalle, così l’ingegnere Marco Iapadre ha parlato martedì mattina alla stampa, quindi alla città «con la quale – ha detto – ho stretto un rapporto sincero e trasparente, mettendo in campo impegno, serietà e disponibilità. Oggi rivendico con forza questo metodo, che mi piacerebbe poter riproporre». Che non voglia lasciare del tutto la politica, insomma, è chiaro. In quale area, «non è il momento», in quale veste «si valuterà al momento opportuno».
Basso profilo, nessuna esternazione scomposta, nessun messaggio al sindaco oltre la non condivisione di rivoluzionare la giunta: «Alla città – ha detto Iapadre in un passaggio -, serve stabilità per portare a compimento i progetti». Dall’azzeramento della giunta non avrebbe avuto alcun contatto con Bandecchi e se arrivasse dal sindaco una proposta di lavoro nelle proprie aziende… «io torno alla mia professione». Sulla possibilità che Bandecchi abbia voluto bocciate una qualche corrente politica interna all’esecutivo, Iapadre glissa. Non nega, né conferma: «Io ero impegnato a fare il mio lavoro per la città, da mattina a sera».
