La ‘Legge sulla famiglia’, che modifica il Testo unico sanità e servizi sociali nella parte riguardante le politiche per le famiglie, arriverà in aula a palazzo Cesaroni martedì 17 settembre. Sulla proposta avevano già preso la parola le associazioni femministe attive in Umbria, che ora hanno annunciato un presidio sotto la sede della Regione proprio per martedì 17 alle 10.

«Un testo ideologico, patriarcale e oscurantista che vorrebbe manipolare le opinioni e le scelte delle persone ed in particolare delle donne per eliminare la cultura dell’autodeterminazione e della libertà di scelta. Una legge contro le donne e le soggettività Lgbtqi+», così viene descritta la proposta dalla Rete umbra per l’autodeterminazione all’interno del manifesto che annuncia la mobilitazione. «La normativa – continua il collettivo – considera i consultori pubblici alla stregua di “altre strutture private convenzionate”, prevedendo la presenza al loro interno dell’associazionismo familiare e pro-vita, prevede la creazione di un albo regionale degli organismi di rappresentanza delle famiglie, di un Dipartimento della famiglia e persino un Distretto per la famiglia, di cui non se ne comprende bene le funzioni e le eventuali sovvenzioni economiche».

A essere oggetto di critica è anche l’impostazione «cattolica e conservatrice poiché intende tutelare e promuovere la vita umana fin dal concepimento, prevedendo peraltro contributi una tantum alle donne che decideranno di portare avanti la gravidanza». Infine il collettivo si scaglia contro la monetizzazione della cura delle persone con disabilità, «senza prevedere servizi adeguati e scaricando di fatto sulle famiglie e all’interno delle famiglie inevitabilmente sulle donne, il peso e la responsabilità del loro benessere».

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