di Daniele Bovi
«Sulla base di una prima valutazione non sembrano sussistere profili di incostituzionalità manifesta». Ad assicurarlo è il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi che, mercoledì pomeriggio, ha risposto così all’interrogazione presentata alla Camera dai deputati umbri del M5S Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini, che chiedono al governo di impugnare la nuova legge elettorale umbra. Il testo è stato pubblicato ufficialmente il 25 febbraio e ora il governo ha 60 giorni di tempo per decidere se impugnarla o meno.
Boschi «L’istruttoria – ha detto ancora Boschi – è ad una fase preliminare e alla fine il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni». Nell’illustrare l’interrogazione Gallinella ha detto che «l’Umbria si appresta ad andare alle elezioni con una legge salva-poltrone, con quella che noi abbiamo chiamato ‘Umbricellum’, una sorta di Porcellum in salsa umbra. Noi crediamo che siano stati violati una serie di articoli della Costituzione e perciò chiediamo il vostro intervento. Con questa legge, anche a causa di un premio di maggioranza molto elevato, vengono lesi i diritti dei cittadini».
UNA LEGGE CON QUALCHE LUCE E MOLTE OMBRE
Incostituzionale Nel suo intervento il ministro ha parlato anche della sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il Porcellum, una sentenza «che riguarda – ha detto – la legge elettorale per le due Camere e che non incide direttamente su quelle regionali. Altre leggi non prevedono soglie minime e quanto al premio del 60 per cento, è previsto anche per i consigli comunali. In più bisogna tenere conto che per quanto riguarda le regioni è prevista l’elezione diretta del presidente». Secondo Boschi inoltre quello che in Umbria è stato ribattezzato come «premio di minoranza», ovvero il posto assicurato in consiglio al secondo miglior candidato presidente (sottratto di fatto alle liste più piccole), «ad una prima istruttoria non sembra apparentemente inconstituzionale». Detto questo comunque, «il governo si riserva ulteriori approfondimenti».
La replica Nella sua replica Gallinella ha poi sottolineato come anche gli uffici tecnici avessero spiegato, nelle settimane scorse mentre la legge era in discussione a palazzo Cesaroni, la necessità di fissare una soglia minima di voti per far scattare il premio di maggioranza. «Così si lede la rappresentatività. Mi auguro – ha concluso il deputato – che il governo non permetta questa distorsione della democrazia». Intanto in Umbria al Comitato per la democrazia, formato da radicaliperugia.org, Alternativa Riformista Umbria, Scelta Civica Umbria e Sinistra Anticapitalista, si sono aggiunti anche l’Altra Umbria per Tsipras e M5S.
Ricorsi Oltre all’interrogazione discussa mercoledì in parlamento c’è l’interpellanza urgente di Adriana Galgano (Sc), che approderà in aula venerdì prossimo. Quanto alla risposta del ministro Boschi, il Comitato la giudica «in parte interlocutoria ed in parte elusiva». Quanto ai possibili ricorsi, in questi «si è costituito il collegio difensivo che sta predisponendo i ricorsi. Entro pochi giorni sarà presentato quello al tribunale civile di Perugia e, successivamente all’esito elettorale, qualora la legge non venga modificata nella direzione richiesta, sarà proposto il ricorso al Tar dell’Umbria».
Twitter @DanieleBovi
