L'aula del consiglio regionale

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

La nuova legge elettorale s’ha da fare ma un accordo sui tempi del varo all’interno del consiglio regionale che quella legge deve scrivere, non c’è. La frattura è emersa in modo chiaro lunedì nel corso della riunione della Commissione speciale per le riforme: da una parte i ‘piccoli’ come Idv, socialisti e Prc, dall’altra Pd e Pdl. I primi chiedono che si arrivi all’approvazione entro il 31 dicembre, i secondi non hanno fretta. Con la tagliola imposta dal governo Monti, l’assemblea di palazzo Cesaroni passerà dal 2015 da 30 a 20 consiglieri (gli assessori da 8 a 5) e chi temporeggia, sospettano gli altri, sembra aver l’intenzione di aspettare le prossime amministrative di primavera per capire i rispettivi pesi specifici e agire di conseguenza.

Pluralità Oltre che sui tempi però, al momento non sembra in vista un accordo neppure sulla sostanza. L’interesse dei partiti più piccoli consiste in una legge che garantisca rappresentanza e pluralità: con un Consiglio a 20 e una legge che non rispetti quei principi, il rischio di un en plein da parte di Pd e Pdl o Forza Italia che dir si voglia (in attesa di capire che strada prenderà quest’ultima), c’è. In Commissione, dove il voto è ponderato (ogni gruppo è rappresentato ma il voto di ciascun consigliere equivale al ‘peso’ del gruppo stesso), i disegni di legge depositati sono quattro. Quello su cui sembra esserci una certa unanimità è l’eliminazione del listino bloccato del presidente ma per il resto si naviga a vista.

Sedute ogni 15 giorni Da parte sua il presidente della Commissione Andrea Smacchi (Pd) ha fissato un calendario che prevede sedute ogni 15 giorni da qui alla fine del 2014 quando dovranno essere trattati anche tutti gli altri atti nei cassetti. Per quanto riguarda la legge elettorale Smacchi in una nota predica «grande disponibilità al confronto, equilibrio e pragmatismo che consenta di approvare in tempi congrui una legge elettorale moderna ed utile». Un compito, ammette Smacchi, «sicuramente non facile» ma che ha come orizzonte «l’esigenza di garantire un’adeguata rappresentanza politica e territoriale, in un contesto che con la riduzione a 20 del numero dei consiglieri presenta dei rilevanti elementi di difficoltà».

Buconi e Stufara Dal fronte socialista Massimo Buconi chiede espressamente, oltre alla garanzia della pluralità e della rappresentanza territoriale, che la legge venga approvata «entro il mese di dicembre 2013», «un tempo che ci appare congruo – continua – e proporzionato alla sia pur indubbia complessità della questione». «Prima della modifica dello Statuto – dice invece a Umbria24 il consigliere del Prc Damiano Stufara – c’era un accordo con il quale il Pd si impegnava a definire i criteri della riforma elettorale prima della seconda lettura dello Statuto in aula. Quell’accordo è stato tradito accordo e ancora oggi, dopo mesi, il Pd non vuole mandare segnali di disponibilità ad entrare nel vivo di un confronto che è rilevante perché da esso dipende la qualità della democrazia. Pluralismo e proporzionalità del voto sono imprescindibili. Tolto il Pd sembra che molti vogliano convergere auspico che alla fine si arrivi ad una posizione comune».

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