di D.B.
«Truffa popolare», «parità di trattamento per tutti», «nelle Marche 500 firme e in Umbria tremila». Sono questi alcuni degli slogan scritti sui cartelli esposti durante un piccolo presidio che il Comitato per la democrazia in Umbria ha tenuto martedì mattina davanti al consiglio regionale. Un’aula dove in queste settimane si sta discutendo la nuova legge elettorale che il Comitato, composto da Radicali, Sinistra anticapitalista e Alternativa riformista, contesta duramente. In particolare il fuoco di fila si concentra intorno a due questioni: le firme richieste per presentare le liste e il premio di maggioranza.
Firme Quanto al primo punto il Comitato fa notare che «l’Umbria è la regione che ha fissato le soglie minime e massime più alte d’Italia. Mentre la legge quadro nazionale stabilisce un minimo di 1.750 e un massimo di 2.500 firme per le circoscrizioni elettorali con numero di abitanti compreso tra 500 mila e 1 milione e mentre tutte le regioni che hanno modificato tale norma hanno ridotto il numero di firme da raccogliere, l’Umbria già 5 anni fa aumentò le soglie del 20%». Ora invece con la nuova proposta del Pd la soglia rispetto a quella del 2010 si è abbassata, ma di poco (-6%), tanto che serviranno tremila firme per presentare una lista.
Premio La richiesta del Comitato poi, oltre all’istituzione dell’albo degli autenticatori, è che si fissi la soglia prevista dalla legge del 1968 o che venga ulteriormente ridotta. «In sede di prima applicazione della nuova legge elettorale poi – spiegano ancora -, vista l’intollerabile contrazione dei tempi, deve essere prevista una riduzione di almeno la metà del numero di firme da raccogliere». Quanto al premio di maggioranza invece, «la proposta di legge avanzata dal Pd ripropone lo stesso meccanismo bocciato dalla Corte costituzionale. La suprema corte ha stabilito che non può essere assegnato un premio di maggioranza senza che sia stabilità una soglia minima di voti da raggiungere. Così facendo si corre il rischio che ci sia eccessiva sproporzione tra voti conseguiti e seggi assegnati». La soluzione, in questo caso, sarebbe l’introduzione del ballottaggio.
Simboli In vista delle regionali di fine marzo intanto sullo scacchiere fa la sua apparizione (per ora il solo candidato ufficiale è Claudio Ricci) un altro simbolo che è quello di «Alternativa riformista Umbria». A presentarlo insieme ai candidati saranno Amato John De Paulis (che si candidò sindaco di Perugia nel 2009 mentre nel maggio scorso ha appoggiato la corsa di Urbano Barelli) e Leonardo Triulzi. L’appuntamento è per giovedì alle 11 a palazzo Cesaroni. Due invece saranno i simboli che Ricci schiererà alle regionali: «Per l’Umbria popolare Ricci presidente» e «Cambiare in Umbria»; il terzo, che si sarebbe dovuto chiamare Forza Umbria, è rimasto solo sulla carta. Entro novembre, promette Ricci, saranno resi noti i candidati.
