I rappresentanti della Lega alla stazione di Sant'Anna

 

Quasi due ore e un quarto di viaggio, quattro cambi di mezzo tra treno ed autobus, stazioni al limite della decenza, treni “colorati” fino ai finestrini, sottopassi dove regna il degrado, persone costrette a restare in piedi nell’autobus per mancanza di posti. Sono le criticità evidenziate dalla Lega Nord Umbria che ha affrontato, insieme ai pendolari, studenti e lavoratori, il tratto Fcu che da San Giustino giunge alla stazione di Sant’Anna a Perugia. I consiglieri regionali Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, insieme al vice segretario per l’Umbria della Lega Nord, Virginio Caparvi, al capogruppo di Città di Castello, Riccardo Augusto Marchetti e a Luca Briziarelli, responsabile aree tematiche, hanno intrapreso quello che definiscono «viaggio della speranza», valutando e documentando in prima persona tutte le problematiche incontrate.

Il tragitto S.Giustino-S.Anna Nel dettaglio, la delegazione della Lega Nord è partita alle ore 6.45 dalla stazione di San Giustino, ultimo “avamposto” prima del confine con la Toscana e Sansepolcro. Con il treno sono arrivati alle 7.10 alla stazione di Città di Castello dove è stato effettuato il primo cambio di mezzo e sono saliti sul pullman alla volta di Umbertide, con arrivo alle ore 7.50. Ancora cambio di mezzo e di nuovo sul treno fino a Ponte San Giovanni dove la rappresentanza leghista è arrivata intorno alle 8.40. Nuova discesa dal treno e nuova salita sul pullman che, intorno alle ore 9 circa e dopo quasi due ore e 15 minuti, li ha portati alla stazione di Sant’Anna a Perugia.

Calvario di studenti e lavoratori «Abbiamo vissuto direttamente il calvario che ogni giorno devono affrontare studenti e lavoratori – dice alla fine il capogruppo in Regione, Emanuele Fiorini – e devo dire che è stata una esperienza davvero faticosa. Immagino, quindi, a che punto possono arrivare lo stress e il disagio di chi compie questi tragitti ogni giorno. Abbiamo chiesto la convocazione urgente in Seconda Commissione, dell’assessore regionale competente in materia, Chianella e dei Comitati dei pendolari. Sarebbe opportuno creare un tavolo tecnico e valutare insieme le migliori soluzioni».

800 giorni in pullman Mancini ha messo nel mirino i lavori nel tratto Ponte San Giovanni-Sant’Anna. «Questa – dice – è l’unica stazione dove agli altoparlanti vengono annunciate le partenze dei pullman e non dei treni . Non è possibile chiudere tutto per 800 giorni che poi potrebbero diventare tre anni e solamente per sistemare una tratta di pochi chilometri. Con questa logica dovremmo chiudere tutte le stazioni d’Italia. Qualcosa non funziona, è una vergogna. Sappiamo che, per questi lavori, è stato noleggiato un macchinario che costa alla Regione quasi 7 mila euro di affitto al mese. Dove sono, tra l’altro, i finanziamenti pubblici per la manutenzione della rete ferroviaria promessi dal Ministro Del Rio e tanto sbandierati dalla presidente Marini?».

Inefficienze di Regione e governo Marchetti chiede «abbonamenti ridotti per pendolari e studenti, più tratte dirette su gomma, pulizia dei treni e riqualificazione delle stazioni, velocizzare al massimo i lavori, magari operando anche di notte», mentre Caparvi ha parlato della Fcu come «l’ennesimo fallimento della Regione sul versante trasporti. Il futuro incerto riguardo all’aeroporto – ha proseguito – la situazione della ferrovia e tutte le problematiche inerenti alle condizioni della E45, testimoniano a pieno le mancate promesse e le inefficienze di Regione e Governo». Infine, Luca Briziarelli, responsabile aree tematiche: «Due ore e un quarto per 60 chilometri, con il calesse ci vorrebbe di meno – spiega – Si pensa a far viaggiare veloce le informazioni con la fibra ottica e poi non si pensa alle condizioni di viaggio di studenti e lavoratori. Faccio una proposta provocatoria: non converrebbe, a questo punto, realizzare e velocizzare i lavori su tutta l’infrastruttura e fermare la linea fino alla loro conclusione e, nel frattempo, estendere il servizio sostitutivo su gomma per l’intera tratta San Giustino-Perugia?».