Le sardine in piazza della Repubblica

di Daniele Bovi

«Giostra antica per adulti e bambini» recita il cartello affisso proprio sulla giostra trovatasi, suo malgrado, in mezzo alle Sardine che sabato pomeriggio hanno riempito piazza della Repubblica. E in fondo scendere in piazza è un rito antico al quale hanno preso parte, a Perugia, adulti e bambini portati dai genitori. Primo dato: al di là dei numeri e delle stime, la piazza e le aree subito intorno sono piene come in centro non si vedevano da tempo. Ma chi sono le Sardine umbre? Nella piazza c’è sostanzialmente un mix tra volti noti, altri meno, e persone senza partito; facce di gente comune che spiega di non avere tessere e di non partecipare regolarmente a manifestazioni o appuntamenti di partito. L’idea di organizzare la manifestazione è venuta a Luca Montali, un cuoco ternano di 53 anni: «Nessuno si decideva a farlo in Umbria dopo le manifestazioni di Bologna e Modena così – racconta – ho aperto un gruppo Whatsapp che si è riempito nel giro di poco tempo». Poi lo sbarco su Facebook e, nel giro di pochissimi giorni, una piazza piena.

VIDEO: SARDINE CANTANO ‘BELLA CIAO’

VIDEO: SALVINI CON LA NUOVA GIUNTA

La manifestazione Tra gli organizzatori ci sono persone con un background politico-partitico. Tra questi c’è il 28enne Andrea Ferroni, operatore sociale, consigliere comunale a Torgiano e membro dei Giovani comunisti; poi c’è Lorenzo Ermenegildi di Omphalos, 27 anni, il 26enne Lorenzo Falistocco (anche lui sponda Prc) e Costanza Spera, studentessa, tra i volti noti dell’Udu e pochi mesi fa candidata nelle liste a sostegno di Giuliano Giubilei. Gli organizzatori però hanno chiesto di tenere lontani simboli e bandiere, e così è stato: «Dobbiamo mettere da parte le singole squadre – spiegano – e giocare insieme», anche perché molti in questa piazza variegata in quei simboli non si riconoscono. Un luogo – piazza della Repubblica – simbolico e carico di significati politici anche perché lì si affaccia quella che, per decenni, è stata la storica sede del Pci-Pds-Ds-Pd, ora venduta dalla Fondazione Pietro Conti. Mischiati a gente comune e tanti ragazzi in piazza c’era un pezzo di sindacato (dal segretario Cgil Vincenzo Sgalla all’ex segretario Cisl Ulderico Sbarra), Sinistra italiana con Nicola Fratoianni ed Elisabetta Piccolotti, i dem Sarah Bistocchi e Tommaso Bori e qualche grillino.

FOTOGALLERY: LE SARDINE IN CENTRO

Sardine colorate Gli unici simboli sono i cartoncini con le sardine colorate e qualche slogan come «Dichiarata allergia al fango», «L’Umbria non si lega», «Meglio sardina che baccalà» e così via; alcuni arrivano anche da Orvieto e da Montone. In una regione dove meno di un mese fa la destra ha stravinto nessuno si fa illusioni, ma intanto c’è chi pensa che ritrovarsi insieme, vedersi, conoscersi e pensare a un progetto comune sia già un primo passo. «La festa è finita» dicono nel manifesto rivolgendosi ai «populisti». «Adesso ci avete risvegliato. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. È stata energia pura». Si autodefiniscono «un popolo di persone normali, di tutte le età», che crede «nella politica e nei politici con la P maiuscola» e che si vuole liberare «della vostra onnipresenza opprimente». Battaglia in Umbria viene promessa contro chi vuole «privatizzare la sanità» o cancellare la legge regionale contro l’omo-transfobia, «tagliare i fondi per il diritto allo studio e la cultura» e continuare «a ignorare i danni prodotti dai cambiamenti climatici e dal mancato rispetto dell’ambiente».

Salvini Manifesto a parte, durante la manifestazione è stata letta una poesia in perugino scritta dal Bartoccio e alcuni articoli della Costituzione (il 3, 4, 11, 32 e 34) perché, spiega uno degli organizzatori, «quale programma migliore c’è se non quello di attuare la Costituzione?». Dopo un’oretta la manifestazione finisce con l’immancabile «Bella ciao» e anche dopo in piazza si balla ancora; «di sicuro – spiega una Sardina – non è finita qui». Il neonato movimento intanto è riuscito a contendere lo spazio mediatico a Salvini, togliendo al pesce grosso un nutrimento importante come quello della visibilità. Alla Città della domenica, dove il leader leghista è arrivato intorno alle 17 per festeggiare la vittoria, ci sono la presidente Tesei e l’intera giunta regionale (compreso il veneto Luca Coletto), oltre ai parlamentari della Lega e alcuni forzisti; una sorta di presentazione in anteprima in attesa della conferenza stampa che ci sarà la prossima settimana. «Ricordo con affetto i pescatori del lago Trasimeno – ha detto – ci tornerò così ci mangiamo due sardine d’acqua dolce, con pane e burro, che fa sempre bene», anche se nessuna sardina vive nelle acque dolci del lago.

Umbria un esempio La sala è piena tra palloncini, interventi in attesa di Salvini, dolci e altri prodotti tipici per festeggiare, intramontabili hit nazional-popolari come «Felicità» di Albano e Romina e tanta gente in fila in attesa di un selfie col Capitano. «L’Umbria – ha detto Salvini – dovrà essere un esempio anche per le altre regioni italiane. Ci saranno momenti bellissimi e altri, come in ogni famiglia, comunità e azienda, di discussione. È importante tenere annodati i fili di questi splendidi mesi e tenere vivo l’entusiasmo che in questa terra non si vedeva da tantissimo tempo». Parlando dei suoi assessori Tesei sottolinea «esperienza e competenze: possono essere utili al progetto che abbiamo per l’Umbria». «Le priorità – ha aggiunto – sono veramente molte ma a tutto quello che abbiamo detto nel nostro programma di governo intendo mantenere fede. E questa è una garanzia che mi sento di dare agli umbri. Abbiamo lavorato tanto per portare questo cambiamento storico. Il senso di responsabilità che ho sempre avuto dopo il risultato di queste elezioni mi ha spinto anche in questi giorni a lavorare con grandissima serietà e determinazione. Oggi sono qui a ringraziare tutti. Tutti gli eletti saranno indispensabili per portare avanti il nostro progetto di cambiamento dell’Umbria. Ognuno avrà un ruolo importante».

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