«In Umbria le indennità dei consiglieri regionali sono al minimo se confrontate con quelle del resto d’Italia, e il consiglio regionale funziona egregiamente»: così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel dibattito sul caso Lazio e l’intervento di Renata Polverini alla trasmissione Coffee Break, di La7.
Tetto alle indennità Dalla presidente umbra è venuta anche «una proposta al governo, nell’ambito della sua azione di spending review: perché non adotta una norma di legge che stabilisca a livello nazionale un tetto massimo per le indennità nei consigli regionali? Non solo si risparmierebbero soldi, ma si eviterebbe quella sorta di giungla retributiva per cui ci sono Regioni che pagano tre volte i propri consiglieri rispetto a quanto accade in Umbria».
In Umbria si risparmia Marini ha voluto ribadire che in Umbria «si registra attualmente la minore spesa in Italia sia per l’indennità dei consiglieri e dei presidenti, sia per il costo generale di funzionamento del consiglio. Inoltre la Regione Umbria – ha proseguito la presidente – ha regole molto rigide rispetto al controllo della spesa, per la quale ha attuato una drastica riduzione, dopo che già nelle precedenti consigliature erano state effettuate manovre di contenimento: solo dal 2010 ad oggi per il solo funzionamento del consiglio regionale si è passati da 22 a 20 milioni di euro ed è stata ulteriormente ridotta del 10 per cento l’indennità del singolo consigliere, fino a portarla al minimo in tutta Italia», ha concluso la presidente dell’Umbria.

