«Esamineremo il decreto sullo sviluppo quando uscirà dal Consiglio dei ministri ma alcune anticipazioni ci preoccupano». L’assessore regionale alle Opere pubbliche Stefano Vinti ancora non commenta il provvedimento del Governo. A suo avviso però – si legge in una nota della Regione – «nella bozza di decreto che il Governo si appresta ad adottare, ad esempio, è contenuto l’innalzamento da 500 mila ad un milione di euro della soglia che consente l’uso della trattativa privata negli appalti pubblici, senza, cioè, bando di gara».
Vinti: problemi di trasparenza e legalità Questa variazione, approvata alla Camera già il 15 marzo, aveva destato – prosegue il comunicato – una forte preoccupazione. Si erano dichiarati contrari sia l’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici sia l’Ance. «In effetti – sostiene Vinti – anche se l’innalzamento sarebbe ridimensionato rispetto a quello previsto in partenza, si pongono comunque dei problemi a livello di trasparenza e legalità». Per l’assessore l’argomento invocato per affidare direttamente i lavori è noto: «Accellerare, fare presto, togliere le norme di controllo, andare incontro alle pubbliche amministrazioni in difficoltà a selezionare decine di imprese per ogni gara data la scarsità di risorse e di personale».
Risposte sbagliate «Problemi reali – aggiunge – ai quali è stata data una risposta sbagliata, mentre si dovevano semplificare le stazioni appaltanti dentro un unico soggetto pubblico in modo da fornire professionalità, risorse e trasparenza dei bandi e dei risultati delle gare». «La Giunta regionale dell’Umbria – dice Vinti – continuerà comunque a lavorare per l’attuazione della legge regionale 3/2010 in materia di appalti pubblici. Mantenendo lo sforzo nel salvaguardare la neutralità della pubblica amministrazione, la trasparenza delle procedure, la tutela dell’interesse collettivo su quello privato».

