Due umbri su tre non pagheranno l’addizionale Irpef regionale oppure pagheranno meno. È questo il dato centrale che la Regione ha voluto ribadire mercoledì per chiarire «ricostruzioni non corrette circolate negli ultimi giorni». Con l’arrivo del 2026 infatti entrano in vigore gli aumenti delle addizionali decisi da Palazzo Donini.
Gli effetti La Regione spiega che gli effetti complessivi della rimodulazione sono favorevoli per la larga maggioranza dei contribuenti. In particolare, la detassazione regionale per i redditi fino a 28mila euro e lo sgravio di 150 euro per quelli fino a 50mila, insieme alla riduzione di due punti dell’aliquota Irpef nazionale dal 35 al 33 per cento, «determinano diminuzioni significative dell’imposta sui primi due scaglioni di reddito e modesti scostamenti sul terzo scaglione».
Le simulazioni Nella fascia fino a 28mila euro rientrano circa due terzi dei contribuenti umbri. Si tratta di 111.056 persone con redditi tra zero e 15mila euro, pari al 21,8 per cento del totale, e di 227.453 persone tra 15 e 28mila euro, pari al 44,7 per cento. Per questi contribuenti l’andamento è definito complessivamente favorevole e progressivo. Le simulazioni mostrano riduzioni dell’imposta che crescono con il reddito: a 20mila euro il risparmio annuo è di 20 euro, che diventano 27 euro a 22mila, 39 euro a 25mila, 43 euro a 26mila e 51 euro a 28mila euro.
Oltre i 28mila euro Per chi ha un reddito compreso tra 28mila e 50mila euro l’effetto complessivo viene definito più equilibrato e contenuto. In questa fascia lo sgravio regionale di 150 euro e la riduzione dell’aliquota nazionale contribuiscono a limitare le variazioni. Le stime indicano un aumento di 9 euro al mese a 30mila euro, di 4 euro al mese a 40mila euro e di un euro in più di Irpef mensile a 45mila euro. A 50mila euro, invece, la variazione torna leggermente negativa, con un euro in meno al mese.
Sopra i 50mila Diversa la situazione per i redditi superiori a 50mila euro, che riguardano 35.564 persone, pari al 7 per cento dei contribuenti. In questo caso le stime evidenziano aumenti annui che crescono con l’imponibile: 19 euro al mese a 55mila euro, 33 euro a 65mila, 46 euro a 75mila, 53 euro a 80mila fino a 81 euro mensili a 100mila euro. La Regione precisa che «la stima dell’effetto mensile è calcolata su 11 mensilità». Questo perché le addizionali vengono normalmente trattenute in busta paga (o sul cedolino pensioni) in 11 rate, mentre a dicembre si calcola il conguaglio.
Le differenze Infine, rispetto ad alcune differenze già riscontrate nelle buste paga o nei cedolini pensione, la Regione chiarisce che «eventuali disallineamenti percepiti da alcuni contribuenti sul “netto” mensile possono dipendere dai tempi tecnici di aggiornamento dei sistemi di elaborazione». Una volta completati gli adeguamenti, gli importi saranno riallineati attraverso i conguagli e ricondotti alla corretta applicazione delle nuove disposizioni fiscali.
