di M.T.

La Regione Umbria conferma il proprio impegno sulla tutela del territorio e sugli interventi di adattamento climatico, ma dovrà fare i conti con una riduzione delle risorse nazionali destinate al contrasto al consumo di suolo. Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha infatti comunicato un taglio complessivo di 20 milioni di euro sulle annualità 2026 e 2027 relative alla dotazione finanziaria del fondo per il contrasto al consumo di suolo.

La riduzione – stabilita in sede di Legge di bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 – comporta una rimodulazione al ribasso delle risorse economiche già ripartite complessivamente alle regioni per il periodo 2023-2027. In base a quanto indicato, la diminuzione si traduce in un taglio pari al 25% che dovrà essere operato nell’ambito degli accordi previsti al comma 3 dell’articolo 1 del decreto ministeriale 2/2025.

In Umbria, le risorse del fondo erano già state indirizzate verso interventi concreti a supporto degli enti locali. Con la determinazione n. 10555 del 10 ottobre 2025, la Regione aveva approvato un avviso pubblico destinato ai Comuni umbri, mettendo a disposizione 3.796.130 euro per finanziare progetti di forestazione urbana, de-impermeabilizzazione e bonifica, con l’obiettivo di trasformare aree degradate in nuovi spazi verdi pubblici. Interventi che, nella strategia regionale, rappresentano una leva importante per ridurre l’impatto degli eventi estremi, favorendo la resilienza climatica dei territori.

La comunicazione del ministero, però, impone una correzione della programmazione: la riduzione di 20 milioni per ciascuna delle annualità 2026 e 2027 incide sulla disponibilità complessiva e rischia di rallentare o ridimensionare una parte degli interventi previsti.

A criticare apertamente la scelta è l’assessore regionale Thomas De Luca, che collega il taglio alle esigenze emerse proprio in questi giorni dopo nuovi episodi di dissesto. «Un ostacolo alle azioni di adattamento ad eventi estremi – dichiara – si tratta di una scelta sbagliata, la cui notizia arriva a pochi giorni dalla frana di Niscemi. Mentre i territori lavorano per depavimentare e deimpermeabilizzare per prevenire gli effetti disastrosi delle alluvioni lampo, anche attraverso la forestazione urbana, il taglio delle risorse nazionali frena queste misure imprescindibili per l’adattamento del territorio».

Nel mirino dell’assessore c’è soprattutto l’effetto che il taglio può avere sulle politiche di prevenzione: dalla de-impermeabilizzazione – cioè la rimozione di asfalto e cemento per favorire l’assorbimento dell’acqua nel suolo – fino alla forestazione urbana, considerata una misura utile sia per contrastare le ondate di calore sia per ridurre i rischi connessi alle piogge intense e improvvise. Un pacchetto di interventi che negli ultimi anni, anche in Umbria, viene indicato come essenziale per affrontare le conseguenze della crisi climatica.

La Regione, intanto, ribadisce l’impostazione dell’avviso rivolto agli enti locali e la volontà di sostenere progetti in grado di migliorare la qualità ambientale e ridurre la vulnerabilità dei centri abitati. Resta però il nodo delle risorse nazionali: la rimodulazione imposta dal ministero rischia di tradursi in un freno per molte amministrazioni comunali, che proprio su quei fondi avevano costruito una parte delle proprie azioni di rigenerazione urbana e di prevenzione del rischio idrogeologico.

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