di M.R.

Sul tavolo un tema caldo, la questione ambientale. Forza Italia vuole porre sotto i riflettori lo smaltimento dei rifiuti: «Si discuta della possibilità di chiudere il ciclo in Umbria tendendo alla definitiva chiusura delle discariche». Questa la battaglia intrapresa dal partito di centrodestra che avanza ipotesi di strategia per raggiungere l’obiettivo.

Umbria Martedì in consiglio regionale sarà discussa una mozione redatta dal centrodestra, che incalza la Giunta a disporre un modello che permetta la chiusura del ciclo dei rifiuti senza prevedere l’installazione di un nuovo impianto di incenerimento nella Conca ternana.  La proposta di Forza Italia: «Una possibile soluzione – spiega il numero uno del coordinamento provinciale del partito, Sergio Bruschini – è la produzione di combustibile solido secondario (css), da smaltire in forni già esistenti sul territorio regionale, vale a dire i cementifici di Gubbio e Spoleto che ad oggi utilizzano carbon coke per la produzione energetica. Misura questa che ridurrebbe il carico di immondizia nelle discariche e il costo di gestione del ciclo dei rifiuti. In alternativa (questa la seconda proposta di Fi), gli scarti urbani prodotti possono essere smaltiti in microimpianti sostenibili, che utilizzano il processo di pirolisi o il trattamento a freddo».

L’Unità Strano ma vero, nel corso della conferenza stampa di Forza Italia il capogruppo regionale del partito Raffaele Nevi cita lo storico quotidiano di sinistra: «L’undici settembre scorso, nelle pagine de L’Unità, è comparso un articolo con le dichiarazioni piuttosto forti del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che dice ‘il peggior nemico del Governo è rappresentato dalle discariche’. Nel pezzo giornalistico – prosegue Nevi – alla luce dello Sblocca Italia e delle misure in esso contenute, lo stesso ministro lascia intendere che se una Regione ha soluzioni alternative all’incenerimento volte a ridurre i carichi inquinati nell’aria, il Governo è disponibile a valutarle purché si tenda alla chiusura delle discariche. Da questo punto di vista – dice il consigliere – l’Umbria è tra le meno virtuose d’Italia. Un sistema diverso è possibile, bruciare un maggiore quantitativo di rifiuti a Terni è improponibile per una criticità già importante del quadro ambientale. Forza Italia vuole porre a centro la tematica e trovare la strategia migliore per chiudere il ciclo».

Aziende pubbliche locali Altra sfida per la quale il partito di Fi si dice pronto a scendere in campo è l’unificazione dei soggetti che sul territorio regionale operano in contesto ambientale e di gestione dei rifiuti. «Già dieci anni fa, ai tempi della presidente Maria Rita Lorenzetti  – ricorda Nevi – si parlava dell’aggregazione degli operatori di settore, è inserito anche nelle linee programmatiche della giunta attuale, noi siamo assolutamente d’accordo. In linea di massima vorremmo che l’Umbria sia al pari di regioni virtuose come la Lombardia magari con un sistema integrato capace di chiudere il ciclo senza gettare i rifiuti in discarica e poi – chiosa – se esiste la possibilità di bruciare css nei cementifici perché ostinarsi ad utilizzare carbon coke? Così – afferma – la Regione diventa espressione della lobby di chi lo vende».

Discarica di Valle Per quella di Ast si va verso la gara europea, i tempi previsti sono lunghi: «L’argomento è spinoso – afferma Nevi – Ast ha cambiato management e intrapreso un percorso di ampio respiro aprendo la partita all’Europa con l’intenzione di realizzare un progetto di acciaieria sostenibile che potrebbe avere risvolti interessanti anche dal punto di vista occupazionale coinvolgendo i migliori esperti del mondo sullo smaltimento e riutilizzo scorie. Noi abbiamo detto sì, perché Terni su questo versante potrebbe diventare anche centro d’eccellenza – dice a nome del partito – a patto che non ci ritroviamo da qui a poco tempo con un nuovo amministratore delegato con intenzioni totalmente diverse. Le istituzioni devono mettere fretta alla Thyssen Krupp, peccato che chi dovrebbe amministrare la città sia impegnato a pesare le parole dell’assessore Armillei e non si accorga neppure del degrado più evidente. Stamattina (lunedì ndr) – denuncia con espressione colorita – Largo Villa Glori sembrava la Romania degli anni ’70».

Twitter @martarosati28

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