Il nodo impianti sportivi si intreccia sempre di più. Colpo di scena lunedì pomeriggio in consiglio comunale dove la preconsiliare della giunta comunale, approvata non senza tensioni appena venerdì scorso nel corso di una seduta congiunta di Prima, Seconda e Quarta commissione, con la quale si avviava il percorso che avrebbe dovuto riportare sotto la gestione diretta di palazzo dei Priori, è stata dichiarata affetta da un vizio procedurale; una mossa, quella della giunta, arrivata dopo le settimane di tensioni e polemiche scaturite dalla gara che ha visto Kronogest aggiudicarsi la gestione. Ad assicurare, venerdì scorso durante la seduta congiunta delle commissioni, la legittimità dell’atto della giunta era stato proprio il segretario dell’ente.
Passaggio in Consiglio Preliminarmente il presidente Leonardo Varasano ha segnalato subito che l’atto non sarebbe stato discusso nel merito per un «vizio procedurale» cioè: contenendo una variazione di bilancio, l’atto non poteva essere messo all’ordine del giorno dell’Assise, essendo, al contrario, necessario un periodo di sette giorni liberi (per la presentazione di eventuali emendamenti) rispetto all’approvazione in commissione di venerdì. La comunicazione ha scatenato subito un lungo dibattito, aperto dalla mozione d’ordine di Mencaroni, con cui il capogruppo Pd ha chiesto di riportarlo «spacchettato» in tutte e tre le Commissioni competenti viste le «molteplici irregolarità» contenute nella pratica, da lui definita «bizzarra». Contrario alla mozione Scarponi, secondo cui quella contenuta nella pratica è una «scelta politica legittima». Camicia, invece, ha segnalato l’inammissibilità della mozione, ritenendo che la preconsiliare debba de plano tornare in Commissione senza necessità di alcuna votazione. A quel punto la necessità del ritorno in commissione è stata certificata dal segretario generale Di Massa. A favore della mozione di Mencaroni si è espressa Rosetti del M5s, secondo cui «l’atto resta illegittimo in quanto ogni parte della pratica doveva essere discussa dalla singola commissione competente per materia e non congiuntamente». La mozione è stata, però, respinta con 10 contrari (maggioranza), 5 astenuti (3 progetto Perugia, De Vincenzi e Varasano) e 12 a favore (opposizioni).
Bailamme in Aula Nonostante ciò, il dibattito è proseguito. Bori (Pd) ha definito «assurdo» che si pretenda di riportare la pratica solo in II Commissione, visto che la stessa «è stata discussa e votata da tre commissioni riunite in seduta congiunta». Il presidente Varasano si è fatto garante del fatto che si interesserà con la giunta affinché si possa trovare «una soluzione adeguata alla situazione». Anche Arcudi (Psi), come Bori, ha evidenziato che l’atto votato venerdì è nullo poiché – per lui – non è ammissibile stralciare solo una parte della preconsiliare ritenendo valido il resto. Secondo Sorcini (FI) la pratica è «nata male e proseguita peggio. Per questo si deve avere l’umiltà di cancellare gli errori commessi, prendendosi il tempo necessario per ricominciare da capo». Per Rosetti, Varasano «si sta prendendo responsabilità che non ha, perché la convocazione è stata fatta da altri. Guarda caso l’integrazione è stata firmata dal vicepresidente Pittola, che appartiene allo stesso gruppo della consigliera Pastorelli, ossia chi ha cercato in commissione di stoppare il dibattito, e dell’assessore Prisco». Rosetti hadunque invitato il Consiglio a procedere ad un richiamo formale nei confronti della vicepresidente Pittola. Quest’ultima ha chiarito che la convocazione, da lei firmata, sarebbe stata fatta comunque, come avviene per tutte le integrazioni quando vi sono atti urgenti:
«E’ stato commesso un errore, ma solamente perché i dirigenti non ci hanno avvertito dell’iter che si doveva seguire».
Prisco: «Andiamo avanti col progetto» Per chiudere il dibattito è intervenuto l’assessore Emanuele Prisco, il quale ha chiarito che in ogni circostanza e passaggio sono stati richiesti, come sempre avviene, agli uffici gli indispensabili pareri tecnici. «Ed è stato sulla base di tali pareri favorevoli – ha detto – che, sia come giunta che come maggioranza, abbiamo proceduto». Prisco ha evidenziato, poi, che in Commissione le opposizioni avevano segnalato solo la presunta illegittimità, poi chiarita dal segretario generale, di discutere della proposta in seduta congiunta. «Al contrario solo nella giornata di oggi in Consiglio è emersa da parte della struttura tecnica l’impossibilità, squisitamente procedurale, di discutere l’atto, stante la mancata previsione del termini da parte degli uffici per consentire la presentazione degli eventuali emendamenti alla variazione di bilancio». In relazione alla proposta complessiva, Prisco ha ribadito che «abbiamo inteso proporre all’attenzione del Consiglio un’idea diversa rispetto al passato, ossia la gestione diretta degli impianti sportivi; nonostante la situazione emersa oggi, abbiamo intenzione di portare avanti questo progetto in cui crediamo. A scanso di equivoci, onde evitare pretestuose polemiche e nella piena condivisione, abbiamo intenzione di far compiere nuovamente all’atto l’iter previsto, cancellando un dibattito che, in questi termini, fa solo male alla politica».
Pd: «Che figuraccia» Terminata la seduta il gruppo consiliare del Pd parta di «nuova figuraccia della maggioranza. Si parla ancora di impianti sportivi, si parla un’altra volta di arroganza, impreparazione e mancata conoscenza delle norme e dei regolamenti. Nuovamente una maggioranza non all’altezza del governo della città». «Non si governa – aggiungono – con reclami e con passarelle, ma con un’approfondita conoscenza della macchina amministrativa, con una capacità di comprensione dei bisogni della cittadinanza tutta, con il giusto e meritato rispetto delle regole e delle istituzioni. È una maggioranza sempre più lontana dalla linea della sua Giunta e che non sembra più disposta a votare soltanto a garanzia dei suoi assessori. L’iter suggerito dall’assessore Prisco è stato fallimentare sin dall’inizio, le forzature, l’arroganza hanno portato all’effetto opposto».
