Le elezioni in Umbria sono «un test regionale, ogni regione ha la sua importanza ma pensare che le sorti del governo siano appese all’esito di una competizione territoriale non ha molto senso». Le parole sono del premier Giuseppe Conte che, da Bruxelles, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’imminente voto umbro. Da una parte, dunque, c’è il centrodestra favoritissimo che attraverso la vittoria vuole dare una prima spallata al governo giallorosso, dall’altra gli sfavoriti che parlano di test locale benché, invece, il 27 ottobre abbia assunto un peso politico ben superiore a quello della piccola Umbria. In attesa dei risultati, sabato Conte sarà a Perugia per una visita a Eurochocolate, dove venerdì è invece arrivato Silvio Berlusconi. E, nell’ultima settimana di campagna elettorale, è certo che altri leader politici si vedranno tra i banchi affollati di golosi di corso Vannucci. Il premier arriverà intorno alle 15, mentre lunedì nel primo pomeriggio sarà a Solomeo per una visita alla Brunello Cucinelli.
Fdi E proprio su questa visita a intervenire è il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, secondo il quale l’imprenditore «è impegnato a offrire sostegno a quella parte politica che in un disperato tentativo di recupero di credibilità ha pensato di candidarlo alla presidenza della Regione Umbria». Zaffini chiede a Conte «se non reputi tale atteggiamento eccessivamente disinvolto, al limite della scorrettezza istituzionale, ascrivibile inoltre a inutile perdita di tempo considerato il risultato certo delle elezioni del 27 ottobre». Scrivono Prisco e Zaffini in una nota: «Gli umbri non si lasceranno abbindolare da tale spregiudicatezza» da parte di «un presidente del Consiglio neppure votato dagli italiani e neppure mai eletto in Parlamento. Il senatore di FdI chiede al premier «se non reputi gravissimo, prestare la sua figura istituzionale, peraltro definita da lui stesso ‘tecnica’, a simili disperati atteggiamenti».
Bassetti e Zingaretti A Foligno intanto venerdì si è aperta l’assemblea ecclesiale regionale, nel corso della quale il cardinale Gualtiero Bassetti ha chiamato gli umbri a fare la loro parte in termini di partecipazione: «Figli e fratelli dell’Umbria, andate a votare. C’è bisogno – ha detto – che vi esprimiate in un momento così complesso per l’Umbria, l’Italia e per tutta l’umanità, perché tutto quello che oggi facciamo può avere un valore mondiale». Sempre venerdì è iniziata la tre giorni umbra del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti: «Nella terra di San Francesco – ha detto da Narni – non vincerà l’odio. La pancia, l’istinto, la parolaccia dà soddisfazione, ma l’odio non è una soluzione, non crea lavoro e non crea benessere. Dove c’è l’odio c’è più tensione, meno sviluppo e meno capacità di affrontare i problemi».
Caccia agli indecisi Il segretario dem ha spiegato che nei prossimi giorni «dobbiamo cercare soprattutto gli indecisi: pensate alla vostra Umbria civile che i vostri padri ci hanno lasciato in eredità. Se vince questa destra, i nostri ragazzi non potranno godere quello che abbiamo vissuto noi. Combattete perché i ragazzi di domani possano sempre esprimere il proprio punta di vista antifascista». Quanto a Bianconi, il fatto che sia «un uomo moderato» Zingaretti non lo vede come un problema: «Cosa c’è di più bello di unire le differenze per salvare la nostra terra? Dobbiamo avere paura non delle differenze, ma degli egoismi e delle divisioni, perché si vince solo con l’unità delle persone perbene». E a proposito della rilevanza nazionale del voto, il segretario manda a dire a Salvini che «l’Umbria si rispetta, non si usa per i giochi nazionali della politica. Diciamolo a chi viene qui a fare lezioni e ancora non ha spiegato dove sono finiti i 49 milioni della Lega».
