Il piddino Franco Ciliberti

di Daniele Bovi

Le scosse di assestamento dopo il terremoto causato dalla sconfitta di Domenico Duranti in casa Pd sono ben lontane dall’essere terminate. La crepa causata dalle primarie di domenica è enorme e martedì sera, durante l’unione comunale del partito, si è registrata un’ulteriore frattura. A Franco Ciliberti il partito, o almeno una sua parte, ha chiesto di essere a capo di un coordinamento che rappresenti tutte le anime del Pd di Città di Castello. Una sorta di traghettatore con la missione di salvaguardare il patrimonio del partito per poi consegnarlo ai giovani.

Ciliberti riflette, Biagini attacca Ciliberti, nel corso della riunione, avrebbe chiesto piena autonomia: piena autonomia che, data la proposta, non sarebbe poi così piena. Ciliberti dunque si è preso qualche ora per riflettere, mentre l’ala che fa riferimento ai giovani, specialmente all’ormai ex segretario cittadino Christian Biagini, aveva chiesto la disponibilità di tutti ad azzerare la situazione per ripartire con una nuova, e giovane, classe dirigente. E in questo contesto la proposta Ciliberti viene considerata come una sorta di ennesimo schiaffo a quella nouvelle vague di Città di Castello che un’operazione di rinnovamento vuol provare a farla. Un ulteriore stallo di cui il partito non avrebbe bisogno.

Biagini: serve nuova generazione In una relazione postata su Facebook l’ex segretario Biagini spiega quale sarebbe la linea da seguire: «Occorre mettere in pista – dice – una nuova generazione fatta di giovani, donne ed esponenti rappresentativi della società cittadina in grado di essere l’ossatura del nuovo PD e rappresentare una voce autonoma e propositiva nel prossimo consiglio comunale, valutando le persone sulla base delle competenze e della progettualità, non sul consenso personale, sull’appartenenza a questa o a quella corrente o sulla rappresentanza territoriale».

Al voto col busto del Duce a casa I veleni intorno alle primarie di domenica e al presunto «inquinamento» da parte di elettori di centrodestra tengono ancora banco: «Il fatto che oltre 7000 persone abbiano partecipato alle primarie – scrive sempre Biagini – è un dato democratico che non può essere trascurato o minimizzato, nonostante il fatto che alle stesse ci sia stata anche una larga partecipazione di elettori di destra». La rabbia di molti militanti per «l’inquinamento» è palpabile. Specialmente nelle frazioni dove si conoscono tutti, raccontano i piddini altotiberini, «trovarsi noti “fascistoni” che hanno il busto del Duce in casa a votare per le primarie del centrosinistra, per alcuni è stato davvero troppo».

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One reply on “Il Pd propone a Ciliberti di prendere in mano il partito. Quei votanti col busto del Duce in casa”

  1. Ma che cavolo!! Christian Biagini ha ragione dove è il rinnovamento , questo è il passo del gambero.

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