Il sindaco di Gubbio Diego Guerrini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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Venti giorni, nel pieno dei festeggiamenti per la corsa dei Ceri. Tanti ne ha il sindaco di Gubbio Diego Guerrini, e quel che rimane della sua maggioranza e della sua giunta dopo la mancata approvazione, lunedì mattina, del rendiconto 2012. Venti giorni per evitare che il commissario prefettizio arrivi in città a sciogliere il consiglio. L’attesa seduta del consiglio comunale di lunedì è infatti finita con un solo voto a favore sul bilancio consuntivo 2012, quello del sindaco, dieci voti contrari e 14 astenuti, 12 dei quali dalle file della maggioranza. Il rendiconto quindi, politicamente molto meno «pesante» di un bilancio di previsione (che disegna le strategie future e da approvare entro il 30 giugno) non passa, fatto che la nuova normativa equipara proprio alla mancata approvazione del bilancio.

Scattano così in modo automatico le procedure previste dall’articolo 141 del Testo unico sugli enti locali: il prefetto scrive a ogni singolo consigliere fissando un massimo di venti giorni per approvare la delibera trascorsi i quali, come detto, il commissario scioglie il consiglio e lo traghetta verso il voto, da tenere nella prima data utile. Tre settimane in cui si dovrà riannodare la trama di una maggioranza politicamente sfilacciata e di un esecutivo che, dopo il doppio schiaffo di venerdì quando due assessori (Brunetti e Tinti) si sono dimessi, è in pezzi. Nel giro di pochissimo tempo il Pd, alla guida del quale è stato da poco eletto Michele Sarli, riunirà la sua unione comunale per stabilire il da farsi. Entro giovedì tutti i partiti faranno il punto al loro interno e poi si vedranno per un summit di maggioranza. Sull’orlo del baratro quindi ci si dovrà guardare in faccia e procedere a quella «verifica» chiesta da mesi da più parti.

La scelta di astenersi è stata maturata tra domenica e lunedì, la maggioranza stende un documento in cui si legge che «i consiglieri comunali di maggioranza non se la sentono più di apparire inermi, e come segnale politico a malincuore si asterranno sul voto al bilancio consuntivo, chiedono scusa a tutti gli eugubini per la situazione che si è creata che coinvolge in modo particolare l’organo di governo». Il sindaco prende atto e non ha intenzione di dimettersi: «Mi faccio carico di uno stato evidente di disagio – ha detto – , ma mi chiedo se questo documento non rappresenti un timido tentativo di sfiducia nei miei confronti. Di certo, colgo la volontà della maggioranza di approfondire la questione, ma il punto è che è evidente che siamo in una fase di non ritorno dal punto di vista politico». Insieme a ciò però Guerrini apre al suo (lacerato) partito dando «massima disponibilità a fare definitiva chiarezza, ma è evidente che non sarà il sindaco a far cadere il governo cittadino». Tradotto, niente dimissioni. Dimissioni chieste invece a gran voce dall’opposizione.

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