di Daniele Bovi e Maurizio Troccoli
Nel giro di pochi mesi Gubbio passa da cuore rosso dell’Umbria in mano a Rifondazione comunista a laboratorio di nuovi esperimenti politici tra Pd e Pdl. Stavolta però il botto è forte e l’eco si sente in tutta Italia: nella seduta di martedì sera infatti il consiglio comunale della città dei Ceri ha detto sì ad una mozione, presentata dal Pdl, con la quale si chiede l’abolizione del Registro delle unioni civili istituito nel 2002. Dei sei consiglieri Pd quattro hanno votato a favore della mozione, due contro mentre il resto del centrosinistra (Idv, Prc e Socialisti) ha votato no così come Giovanni Vantaggi della civica «Un’altra Gubbio». L’ex Pdl Aloia si è astenuto. «Il sindaco Diego Guerrini e alcuni consiglieri del Pd – denuncia Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia – hanno votato a favore della mozione del consigliere del Pdl Luigi Girlanda, che da anni insegue questo obiettivo».
Guerrini non indietreggia Da parte sua però il sindaco, dopo la gragnuola di comunicati stampa piovuti sulla sua testa non indietreggia di un millimetro: «A tutti chiedo il rispetto della libera e autonoma discussione e votazione del consiglio comunale di Gubbio su un tema che non può, per chi si definisce laico e democratico, essere considerato oggetto di vincolo partitico o di coalizione. Da quando è stato istituito nella città di Gubbio nessuno ne ha più parlato e nessun effetto culturale ha prodotto. Se questo voto di ieri potrà servire a riaprire un dibattito serio, a riconoscere con le leggi dello Stato i diritti civili, sarei il primo a proporre un regolamento applicativo di una legge della Repubblica». Guerrini ricorda poi che nel suo intervento di ieri aveva «tenuto a precisare che il Parlamento italiano, dove da anni giacciono proposte di legge sui diritti civili, deve trovare la forza ed il consenso per riconoscere diritti reciproci a persone che vivono la loro vita insieme al di fuori dei vincoli matrimoniali». Lo stesso sindaco eugubino considera però «sbagliato affrontare tematiche complesse con un approccio di contrapposizione tra guelfi e ghibellini» ed auspica quindi che «la politica nazionale non faccia ricadere le non scelte sulla presenza o meno di regolamenti comunali che non producono nessun ricoscimento di diritti alle coppie». «Quanto al Pd – conclude Guerrini – spero che un partito libero, democratico, laico possa essere realmente tale rispettando anche coloro che in coerenza con i valori della laicità delle istituzioni sono portatori di cultura e scelte semplicemente amministrative che non possono invece essere considerate come lesa maestà».
Il Pd: fatto grave Dopo poche ore sulla vicenda interviene il Pd tramite una nota del responsabile nazionale Diritti Ettore Martinelli che si definisce «sconcertato» e invita il sindaco Diego Guerrini a ripensarci. «Siamo meravigliati e stupefatti – prosegue Martinelli – dalla decisione prsa dal primo cittadino e da alcuni consiglieri. La posizione del Partito Democratico è chiara ed è, evidentemente, quella di non discriminare nessun cittadino e fare in modo che siano assicurati a tutti gli stessi diritti civili. Sono certo che la decisione di Gubbio non si basi su motivazioni discriminatorie ma il fatto resta comunque grave. Mi auguro che il sindaco ci ripensi e voglio fin da ora ribadire l’impegno di tutto il partito a favore dell’uguaglianza dei diritti».
Il Pd umbro: scelta impropria Nel Pd umbro c’è sconcerto per la decisione del sindaco Guerrini e di una parte dei consiglieri del partito e così nel pomeriggio arrivano le prese di distanza: «Si ritiene quantomeno impropria – spiegano in una nota Valerio Marinelli, coordinatore dei Dipartimenti Pd e Antonio Tonzani, responsabile del dipartimento Sociale – la decisione del consiglio comunale eugubino. La scarsa quantità delle persone che si iscrivono al medesimo è infatti da considerare secondaria rispetto al segnale di apertura che una società matura si attende dal Pd». «Con il voto di ieri il Comune di Gubbio – dicono invece le Democratiche e i giovani Pd – ha fatto un passo indietro di anni e cancellare il Registro, a prescindere dal numero delle persone che hanno scelto di iscriversi (la democrazia non è una questione di numeri), è un errore culturalmente gravissimo. Siamo convinti che si sia trattato di un incidente a cui il Sindaco e il gruppo Consiliare sapranno porre rimedio».
Inconcepibile «È inconcepibile – afferma poi Mancuso – che un sindaco espressione di un partito che in tutte le amministrazioni pubbliche promuove strumenti di conoscenza e di sostegno nei confronti delle nuove formazioni sociali, tra cui le convivenze etero e omosessuali, abbia potuto appoggiare una simile azione, che sicuramente è figlia di conflitti locali, ma che assume la valenza di un gesto che non può essere sottovalutato in sede nazionale». Per questo Equality chiede al Pd umbro e a quello nazionale «di esprimersi e di prendere le distanze dal sindaco e dai consiglieri che hanno abolito un registro, che ha il valore simbolico di spingere affinché‚ si approvi in Parlamento una legge». L’eco, come detto, si sente in tutta Italia e così sulla vicenda c’è lo sdegno di Franco Grillini, responsabile diritti civili Idv, che parla di «voto scioccante».
Concia: allarmante «Quanto accaduto a Gubbio – spiega la deputata Pd Paola Concia – è davvero allarmante: mentre il Pd nazionale cerca di trovare una sintesi unitaria e credibile sul tema delle unioni tra persone dello stesso sesso da presentare nel nostro programma di governo alle prossime elezioni, il sindaco e alcuni consiglieri democratici eugubini votano a favore di una mozione per l’abolizione del Registro delle unioni civili presentata dal Pdl, andando così contro la linea del partito e i suoi stessi valori fondanti». «Evidentemente chi ha votato in questo modo non vuole bene né al Partito democratico né ai suoi elettori. Mi aspetto che il Pd umbro chiarisca al più presto quanto accaduto e mi appello a Rosy Bindi, che presiede la commissione diritti del partito, affinché intervenga per ribadire l’impegno del Pd contro ogni forma di discriminazione».
Tognoloni: c’è un’altra maggioranza Il promotore del Registro istituito nel 2002 è Gabriele Tognoloni, Rifondazione comunista, che commenta amaramente il voto di martedì: «Quella presa dell’amministrazione comunale è una scelta che non passerà sottogamba». «Esprimo il mio profondo rammarico – continua – e la mia assoluta incredulità rispetto al fatto che una maggioranza di centrosinistra possa avere compiuto una scelta di tale gravità che lede i diritti civili di tutti, prima ancora di quelli delle coppie di fatto. E’ una scelta che è stata compiuta in obbedienza agli interessi della Chiesa e che riflette uno scenario della politica eugubina che profila una nuova maggioranza tra centrosinistra e centrodestra». L’ex consigliere eugubino entra nel vivo dell’attualità politica locale denunciando la spaccatura all’interno del Pd e la nuova geografia del centrosinistra: «Non resta che constatare – conclude Tognoloni – una nuova maggioranza politica a Gubbio che vede insieme frange del Pd guidate dal sindaco Guerrini e il centrodestra».
Il centrodestra esulta Dal centrodestra invece è tutto un giubilo e un infierire su una maggioranza già sconquassato dal caso Rifondazione comunista. «A Gubbio finalmente una inversione di tendenza – commenta Maurizio Ronconi dell’Udc – rispetto ai fantomatici, inutili ed illegittimi registri delle coppie di fatto. Bisogna dare atto alla maggioranza dei consiglieri comunali di Gubbio, e particolarmente al consigliere comunale che ha avanzato la proposta, di aver esercitato un atto di coraggio e di coerenza nell’abolire il registro delle coppie di fatto che per altro a Gubbio in diversi anni di “esercizio” aveva accolto la firma di una sola coppia». «La decisione del consiglio comunale di Gubbio – sottolinea ancora Ronconi – è emblematica del fallimento di una forzatura che non è nel sentire comune dei cittadini dell’Umbria». «L’abolizione del registro delle unioni civili – dice invece il deputato del Pdl Rocco Girlanda -, che in dieci anni è rimasto di fatto inutilizzato, mostra chiaramente, se ce ne fosse stato ancora bisogno, il grado di debolezza e disunione dell’attuale maggioranza, tanto più su temi di natura etica e morale, quali appunto quelli inerenti la famiglia».


Complimenti al Sindaco e ai Consiglieri del PD che hanno votato a favore dell’abolizione del registro delle unioni civili. Questa decisione porterà di sicuro all’Eugubino una grande spinta per lo sviluppo economico del territorio, un deciso e sostanzioso aumento dei posti di lavoro, una concreta ripresa delle attività economico-produttive, un balzo in avanti del livello culturale della popolazione. E Finalmente qualcuno che dice qualcosa di sinistra!! Perchè il Governo Monti non coopta questi signori nella “squadra” di governo? I problemi che affliggono l’Italia troverebbero presto una soluzione seguendo le loro preziose indicazioni. Meditate, gente, meditate …