Guasticchi insieme a monsignor Paglia

Dopo il trio delle meraviglie Brega, Barberini, Smacchi e ampi settori del centrodestra ecco che il fronte dei sostenitori di una revisione degli Statuti umbri con l’inserimento di riferimenti specifici per San Francesco e San Benedetto si arricchisce del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi. Guasticchi non ha fatto cenni alla Charta regionale, ma ha detto di voler intanto rivedere quella della Provincia

La memoria di Francesco e Benedetto «La sua graditissima visita, Eccellenza – ha detto Guasticchi – è preziosa occasione per affermare che, nello stesso statuto della Provincia di Perugia, che fa già propri i valori della storia, delle tradizioni, degli ideali di pace, di giustizia, di libertà e di solidarietà e cooperazione tra i popoli, possa essere contemplata la memoria di Francesco e Benedetto. Questo perché l’istituzione sia un elemento per promuovere la pace non solo a parole. Ma è necessario anche l’impegno dei cittadini e delle istituzioni per marginalizzare ogni forma di estremismo». «Lo voglio ricordare – ha aggiunto – in questo inizio 2011 caratterizzato da intolleranze religiose tese a disarticolare quello che è stato il cammino iniziato da Giovanni Paolo II ad Assisi. Un impegno adesso ripreso da Benedetto XVI, sempre partendo da Assisi. San Francesco ha tracciato profondamente la nostra cultura. Non vogliamo essere professionisti della pace: la pace si costruisce passo per passo».

Il presepe Guasticchi ha poi fatto un accenno al valore del presepe, come coordinatore delle iniziative celebrative dei 150° anni delle Province italiane, ha detto di voler proporre di «adottare per ogni Provincia un presepe: un segnale in direzione della pace e  della tolleranza religiosa con cui sfidare  chi vuole vedere la religione come elemento di divisione e non di unione».

Paglia: non è richiesta di parte «La Ceu – ha replicato Paglia – vuole guardare all’esterno della nostra Chiesa e sentire la responsabilità del bene comune di tutta la nostra regione. Vogliamo dare il nostro contributo per tutto. Con ambizione, volendo essere efficaci, con umiltà ma con determinazione, vogliamo che la nostra società ritrovi la responsabilità del bene comune, riscoprire la responsabilità di tutti. La pace non è solo opera di ambasciatori o politici, ma di tutti e salutiamo con riconoscenza e gioia l’iniziativa del Papa di venire ad Assisi. La pace è anche opera della preghiera e dei tanti fili creati in tanti anni di incontri originati da Assisi. La riproposizione della nomina nello Statuto non è una richiesta di parte, il problema non è mettere il marchio ma cogliere da parte dell’intera società umbra quelle dimensioni che rendono questa nostra regione ben più ampia di quanto potrebbe pretendere. Una dimensione di pace, quella di Francesco, quanto mai pregnante oggi. Segno di debolezza è la guerra, segno di forza è stare davanti all’altro convinti che lo capiremo». Monsignor Vincenzo Paglia ha poi parlato del presepe definendolo «di sapore umbro fin dall’inizio». «Nella sua semplicità – ha aggiunto – ha una forza incredibile proprio in questo tempo. Non è folklore, ma rivoluzione spirituale, quel bambino ha cambiato la storia».

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