Il segretario Leonelli (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

«Rinnovamento completo». A lanciare la parola d’ordine in vista della composizione della nuova giunta è il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli, probabilmente il futuro capogruppo del partito a palazzo Cesaroni. Nel corso di un’intervista all’agenzia Dire Leonelli spiega che ora «dobbiamo giocare d’attacco nei prossimi anni, abbandonando i vecchi schemi consolidati che ormai appartengono al passato. Per dare questo messaggio, il primo passo sarà la composizione della giunta». Insomma, benché non li nomini a leggere tra le righe secondo Leonelli spazio per persone come Fernanda Cecchini o il socialista Silvano Rometti non c’è.

L’ANALISI DEI FLUSSI

Leonelli Quanto all’importanza del numero di preferenze raccolte dai vari candidati, «questo non sempre è così significativo, perché spesso a prevalere sono personalità che hanno già ricoperto importanti ruoli a livello istituzionale». La presidente si è presa qualche giorno di riposo e di fatto della giunta si tornerà a parlare seriamente solo a partire dalla prossima settimana. Per il momento, quindi, impazza solo il toto nomi anche se qualche elemento sul tavolo è possibile metterlo. Di sicuro bisognerà fare i conti con Gianpiero Bocci, che ha piazzato in consiglio i primi due eletti (Donatella Porzi e Luca Barberini) oltre ad Andrea Smacchi e al ternano Eros Brega.

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GRAFICO INTERATTIVO: TUTTE LE PREFERENZE COMUNE PER COMUNE

La giunta La prima, sostiene qualcuno, potrebbe essere la vice presidente mentre al secondo potrebbe essere dato un assessorato pesante (come la sanità, sempre che la presidente non decida di tenere per sé la delega). In questi giorni circola poi il nome di Livia Mercati per il Bilancio (lo stesso ruolo lo ha ricoperto nella giunta Boccali), mentre un posto in prima fila dovrebbe avercelo anche Fabio Paparelli. Un assessorato potrebbe poi chiederlo anche Umbria più uguale, anche se ottenerlo (i posti in tutto sono cinque) non sarà per nulla facile. Quanto ai socialisti, c’è già chi vede Silvano Rometti con in mano la campanella del presidente dell’assemblea.

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Le scelte Al di là però delle alchimie, dei bilancini da usare per accontentare partiti, correnti e sottocorrenti, dei ragionamenti intorno alla possibilità di una giunta più tecnica o di una composta interamente da politici, a contare davvero saranno gli atti adottati, le scelte. Tornando all’analisi del voto, Leonelli rivendica il fatto che il Pd «è quello che ha perso di meno dopo la Toscana», mentre rispetto alle europee «lì abbiamo attratto un voto di speranza dovuto all”effetto Renzi’ che in questa occasione non siamo riusciti a trasmettere in nessuna delle nostre regioni». Secondo la deputata Anna Ascani invece «il primo dato che emerge è che, in Umbria come altrove, non esistono più rendite di posizione: la nostra non è più una regione “rossa” a prescindere».

TUTTI GLI ELETTI

Ascani Quindi, come spiegano in molti dentro il partito, ora «c’è la necessità di aprire una fase nuova» e di dimostrare che il Pd «sa stare al passo con le sfide del presente, in particolare sui temi del lavoro, della crescita economica, della sicurezza dei cittadini». In sintesi, «cinque anni in attacco sia a livello politico che a livello amministrativo». Quanto alla giunta, non basta un governo nuovo ma «un governo forte: è importante agire non sui nomi, ma sui temi». Da sinistra invece a gioire per il risultato di domenica è Stefano Vinti, tra gli artefici di Umbria più uguale. In consiglio è stato eletto Giuseppe Biancarelli grazie all’apporto delle civiche del sindaco di Gubbio Filippo Stirati che ha deciso di appoggiare l’esperimento. Un primo passo, spiega Vinti, «verso la costituzione di un nuovo soggetto politico della sinistra».

Twitter @DanieleBovi