Una facciata di Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, nel centro di Perugia
Palazzo Donini

di Daniele Bovi

Tre punti che paiono fermi, o quasi, due da definire e il blocco delle deleghe da riorganizzare. Catiuscia Marini è alle prese con la composizione della giunta che dovrà governare la regione fino al 2020; una squadra che dovrebbe vedere la luce nel giro di qualche giorno. I più ottimisti dicono sabato mentre altri, vista l’agenda della presidente, propendono più per l’inizio della prossima settimana. Comunque vada, questione di giorni in attesa che nelle prossime ore arrivino le proclamazioni ufficiali. Marini lunedì sera ha partecipato alla riunione della direzione nazionale del Pd, mercoledì sarà a Milano per un evento legato alla promozione dei principali appuntamenti culturali della regione, mentre giovedì e venerdì a Budapest c’è il congresso del Pse.

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Punti fermi Quanto ai punti fermi, al momento un posto al sole sembrano avercelo con una certa sicurezza Fernanda Cecchini, Fabio Paparelli e Luca Barberini, il bocciano che è risultato il secondo più votato (davanti c’è Donatella Porzi). Per l’area economica viene dato probabile il professor Luca Ferrucci, mentre un posto viene chiesto a gran voce dai socialisti, che in una nota si definiscono «determinanti» per la vittoria di Catiuscia Marini. I socialisti mettono in evidenza le percentuali raggiunte là dove sono presenti nelle amministrazioni (5,93 per cento a Città di Castello, 4,88 a Gubbio, 4,62 a Marsciano, 12,97 a Todi, 10,2 a Montecastrilli, 6,15 a Acquasparta, 4,8 di Orvieto e 27 per cento ad Avigliano, dove era candidato il sindaco Giuseppe Chianella) e rivendicano «un ruolo importante anche nella formazione della prossima giunta».

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Psi: no ai diktat Sul punto la segreteria regionale spiega che non saranno accettati «diktat che provengono da esponenti di altre forze politiche» e sottolinea «la propria autonomia sull’indicazione di eventuali figure per ricoprire il ruolo di assessore, partendo dal consenso ricevuto dagli elettori e considerando che, con la riduzione a 5 unità della giunta, chi ricoprirà questo ruolo dovrà possedere determinati requisiti per affrontare al meglio i problemi che la regione ha davanti». Nelle ultime ore si sta facendo il nome di Claudia Bastianelli, numero uno del Psi di Perugia e vicina a Silvano Rometti, capolista e vincitore dello scontro che l’ha visto opposto a Massimo Buconi, supportato da Nilo Arcudi.

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Deleghe Il nome di Bastianelli potrebbe essere quello giusto anche perché tra i criteri da prendere in considerazione c’è anche quello della rappresentanza di genere e così, se il suo nome si rivelerà quello giusto, nella nuova giunta a sei ci saranno tre donne (Marini, Cecchini e Bastianelli) e tre uomini (Ferrucci, Paparelli e Barberini). Quanto alle deleghe, da accorpare dato il taglio degli assessorati, a palazzo Donini si sta ragionando intorno a questo assetto: sanità e welfare, poi agricoltura insieme a turismo e cultura, urbanistica da unire insieme ad ambiente, lavori pubblici e trasporti e un settore economico che veda uniti sotto lo stesso tetto bilancio e sviluppo economico (oggi divisi). Quanto a Catiuscia Marini, la presidente dovrebbe tenere per sé tutta l’area che comprende la programmazione legata ai fondi europei.

Twitter @DanieleBovi

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