Niente discussione il primo dicembre e niente proposta alternativa del Pd come promesso dal segretario e capogruppo in consiglio Giacomo Leonelli. Su richiesta del consigliere del M5S Andrea Liberati infatti martedì l’assemblea è stata chiamata, modificando l’ordine del giorno, a esprimersi sulla Commissione d’inchiesta su rifiuti e interdittiva antimafia richiesta da tutti i gruppi di opposizione e oggetto da giorni di roventi polemiche. Una commissione della quale, stando a quanto spiegato lunedì da Leonelli, si sarebbe dovuto parlare durante la prossima seduta del primo dicembre, quando sarebbe dovuta arrivare anche una proposta alternativa della maggioranza, che non condivide alcuni punti dell’oggetto istitutivo e delle premesse, sui quali è stato chiesto il parere degli uffici tecnici di palazzo Cesaroni.
Cinque membri Dopo la richiesta di Liberati l’assemblea ha quindi approvato a maggioranza (13 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti) la proposta fatta da Leonelli, che prevede il termine dei lavori il 7 aprile 2015 e il numero di 5 componenti, tre di maggioranza e due di opposizione, sul modello del Comitato di monitoraggio. Il capogruppo dem ha ribadito la propria contrarietà alle premesse contenute nell’atto, che è di iniziativa dei consiglieri di opposizione, cioè Ricci e De Vincenzi (Ricci presidente), Liberati e Carbonari (M5S), Nevi (FI), Squarta (FDI), Mancini e Fiorini (entrambi della Lega): un blocco che rappresenta più di un terzo dei consiglieri e quindi, a norma di regolamento, la commissione viene istituita d’ufficio. Per l’opposizione il portavoce Ricci aveva proposto il numero di 7 componenti (4 di maggioranza e 3 di opposizione), «in quanto conforme alla composizione delle commissioni consiliari”, aggiungendo che la durata dei lavori sarebbe comunque prorogabile. In riferimento alle premesse elencate nel testo, «inaccettabili» per i capigruppo di maggioranza, il capogruppo della Lega, Valerio Mancini, ha detto «non potevamo non mettere le ragioni per cui la commissione stessa viene istituita».
Leonelli Il capogruppo di Umbria più uguale, Giuseppe Biancarelli, ha proposto poi di aggiungere alle questioni oggetto di indagine anche un chiarimento sul dossier inceneritori e sulla presenza o meno di rifiuti provenienti da fuori regione. «Come volevasi dimostrare – ha commentato Leonelli a margine della seduta -, il Pd ha fatto tutto il possibile per agevolare l’istituzione della Commissione, anticipando a oggi la discussione. La trasparenza, infatti, non è mai troppa ed è giusto che i cittadini conoscano bene tutte le questioni inerenti alla gestione dei rifiuti nella nostra regione». «Ciò sgombra il tavolo da tutte le illazioni di questi giorni – conclude Leonelli – e dalle infamie di chi ha voluto associare il nome del Partito democratico a collusioni con fenomeni criminali legati alle associazioni mafiose. Proprio a causa delle mancate scuse pubbliche da parte del consigliere Andrea Liberati, ho deciso di abbandonare l’Aula in segno di rispetto verso i nostri oltre 10mila iscritti, che sono persone oneste e perbene».
