Maurizio Gasparri e Pietro Laffranco

di Ivano Porfiri

Maurizio Gasparri, ex colonnello della fu An e ora nella rinata Forza Italia, non ha dubbi: i sottosegretari di Forza Italia, ha spiegato sabato mattina a Perugia, ospite per un incontro pubblico dell’associazione di Pietro Laffranco che porta il nome del padre, Luciano, si devono dimettere. «La domanda non andrebbe nemmeno posta. Quelli che sono iscritti a Forza Italia – dice – certamente sì, si devono dimettere, se uno sta all’opposizione come fa a stare al governo? Poi se uno non si riconosce nel partito e per altre ragioni il governo se li vuol tenere dipende da loro».

GIRLANDA NON SI DIMETTE E PASSA AL NCD

Unità Gasparri inoltre, a differenza di altri, non pare per nulla convinto dal fatto che la scissione porti dei vantaggi al centrodestra: «Io ritengo che mantenere le forze in una grande realtà politica del centrodestra sia la premessa per poter vincere nel futuro, non credo a chi dice ci dividiamo così saremo più forti. Rilanciare il progetto di Forza Italia serve a mantenere un partito molto forte, senza il quale l’alternativa alla sinistra non ci sarebbe, non è che i sette nani fanno la forza. Ci vuole qualcuno che possa tenere intorno a sé i sette nani per essere una forza più robusta».

Laffranco coordinatore? La scissione pone dei problemi seri anche all’interno del partito umbro, vittima dell’addio dei vertici come Luciano Rossi, Rocco Girlanda e Massimo Monni. Come futuro coordinatore regionale si fa con insistenza il nome di Pietro Laffranco e quello dell’altotiberina Catia Polidori. Gasparri fa capire che il suo appoggio andrebbe al primo: «Se vedo bene Pietro come coordinatore? Io lo vedo bene a tutti i livelli perché è bravissimo, lo conosco da bambino. Queste sono decisioni che non si devono prendere qui ma di sicuro Pietro è una persona bravissima che è stata anche vicepresidente del gruppo parlamentare. In questa fase serve linfa nuova ma anche energie serie e gente coerente a tutti i livelli».

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