Il metanodotto Snam

L’Italia dei valori e Rifondazione escono insoddisfatte dalla riunione di commissione sul gasdotto Snam Brindisi-Minerbio il cui tracciato interesserà una parte significativa del territorio umbro.

La mozione Idv-Prc Una mozione a firma dei consiglieri Dottorini e Brutti (Idv), Goracci e Stufara (Prc-Fds) sollecita la giunta a intervenire presso il ministero e la Snam Rete gas per ottenere la revisione del progetto, chiedendo anche conto del perché non sono state prese in esame possibili soluzioni alternative. «Seguire l’esempio del Consiglio regionale dell’Abruzzo affinché venga istituito un apposito tavolo tra tutti i soggetti interessati per l’individuazione di un tracciato del metanodotto alternativo a quello della dorsale appenninica»: è questo in sostanza quanto ha ribadito in Seconda commissione Goracci a nome degli tre firmatari. L’auspicio contenuto nell’atto riguarda anche la convocazione di una seduta straordinaria della Conferenza Stato-Regioni dove poter dar luogo ad approfondimenti sul progetto in questione.

Cauto Rometti L’assessore Silvano Rometti, presente alla riunione ha ribadito come «la giunta ha già espresso la propria posizione attraverso una precisa delibera nella quale è stato tenuto conto dell’iter che ha seguito il progetto e che ha attraversato tutta la scorsa legislatura dove è stato dato luogo ad un confronto diretto con il territorio e quindi con i vari Comuni interessati. Di questo – ha rimarcato Rometti – dobbiamo tenere conto riservandoci tuttavia piena libertà di azione in merito al nostro parere sull’opera che siamo tenuti a dare in sede di Conferenza Stato-Regioni, la sede cioè chiamata ad autorizzare in maniera definitiva il progetto. E sarà proprio lì – ha assicurato l’assessore – che esprimeremo il nostro parere dopo aver sentito quello delle altre Regioni interessate dal tracciato con le quali continuo a mantenere contatti costanti. Certamente valuteremo la possibilità di intervenire ulteriormente per migliorare il tracciato proposto». Nel corso della discussione, Lamberto Bottini (Pd) ha sottolineato l’importanza di approfondire il passaggio del tracciato nel territorio umbro senza mettere, tuttavia, in discussione l’opera. «É importante – ha detto – individuare il migliore tracciato possibile all’interno della discussione che avrà luogo nella Conferenza Stato-Regioni».

Pdl all’attacco Per dichiarandosi disponibile a ragionare «di eventuali modifiche al tracciato che possano eliminare particolari problemi», il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi ha sottolineato come la sua parte politica «non sia ideologicamente contraria all’opera. Per l’ennesima volta – ha osservato -, su un tema importante e delicato come questo notiamo un nuovo scontro all’interno della maggioranza fra Rifondazione comunista e il Pd e la Giunta regionale, a dimostrazione che anche su questo tema, come in altri, questa maggioranza non sta più in piedi, mettendo a rischio lo sviluppo dell’Umbria e, in questo caso, dell’Italia». Il leghista Cirignoni ha ribadito invece la sua contrarietà all’opera, attraverso la presentazione di una specifica mozione.

Rifondazione: non entusiasmante Invece insoddisfatti sia Rifondazione che Idv. «Riunione non entusiasmante» l’ha definita Goracci perché «dopo quanto approvato dall’Abruzzo e in Commissione Ambiente della Camera dei deputati, che hanno invitato tutti i soggetti interessati all’opera ad attivare un tavolo utile ad individuare un altro tracciato, credevo che l’Umbria, nelle sue componenti, a partire da quelle di Governo, avesse una strada più facilitata. Continuo a non capire l’utilità di questa opera devastante per il territorio e il motivo per il quale ci si chiuda senza volere, in maniera serena e tranquilla, aprire a soluzioni alternative e possibili riguardo al tracciato. Vedremo se, attraverso contatti più diretti e ravvicinati all’interno della maggioranza sia possibile trovare un punto di caduta. Al momento il giudizio sulla gestione della vicenda non è positivo».

Idv: soluzione debole Ancora più netta la posizione dell’Idv. «La soluzione adottata in seconda Commissione ci appare debole. Il tracciato del gasdotto Brindisi-Manerbio deturpa in modo inaccettabile il nostro territorio e sarebbe stato più giusto avere voce in capitolo sul tracciato aprendo un apposito tavolo, come già stabilito dalla Regione Abruzzo, sulla scorta di quanto approvato in Commissione Ambiente della Camera», dichiarano Dottorini e Brutti. «Ricordiamo – spiegano i due esponenti dell’Idv – che il tracciato previsto profana tre parchi nazionali, un parco naturale regionale, 21 siti di importanza comunitaria e numerose zone a rischio sismico. Tutto ciò all’interno di una strategia imprenditoriale a forte stampo monopolistico che ha ben pochi tratti di modernità. Rinnoviamo il nostro mandato – concludono Dottorini e Brutti – perché l’assessore Rometti porti molto chiaramente in Conferenza Stato-Regioni gli intendimenti della nostra mozione, firmata assieme ai colleghi Stufara e Goracci, in modo che si studi un nuovo tracciato che non infligga uno sfregio visibile a chilometri di distanza nei punti più suggestivi del nostro Appennino».

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