di M.R.
Lunga la scia del fumo fuoriscito nei giorni scorsi dal camino dell’inceneritore ex Printer di Maratta. Dopo l’allarme lanciato dal M5s e i pepati botta e risposta con la giunta Bandecchi, nonché le varie prese di posizione politiche, ecco che spunta un esposto alla Procura della Repubblica.
Esposto L’atto di 8 pagine porta le firme di Rosario Mascia, Francesca Arca ed Eva Hausegger; è stato illustrato giovedì pomeriggio al Jonas club. Presente anche il capogruppo di Innovare per Terni, il consigliere Josè Maria Kenny che da parte sua ha annunciato un’interrogazione tesa a ricevere massima chiarezza e trasparenza da parte del sindaco in materia di chiusura del ciclo dei rifiuti. «La situazione ambientale ternana – ha argomentato – è gia sufficientemente compromessa. Non c’è bisogno di ulteriori iniziative. Quelle industriali casomai dobbiamo salvagiuardare, assicurandoci che abbiano rispetto della salute pubblica».
Europa verde e Kenny in campo L’esposto invece, notevolmente elaborato e ricco di dettagli sul passato autorizzativo dell’impianto e sui trascorsi contenziosi del caso, è teso a verificare eventuali illeciti penali e nel caso individuare i responsabili al fine di procedere nei loro confronti. «Fosse stata anche solo una pulizia dell’impianto – ha argomentato Mascia – come è possibile che si sia proceduto senza un’autorizzazione? E poi questa eventuale manutenzione a cosa è finalizzata? La riattivazione necessiterebbe una nuova Aia».
Palazzo Spada prende posizione Le risposte, tanto per rimanere in tema, rischiano di perdersi nel fumo. Ma un’ennesima rassicurazione, proprio mentre è in corso la conferenza stampa, arriva di nuovo dal Comune. L’assessore all’Ambiente Mascia Aniello, in una nota, ribadisce: «Nessun allarme. L’impianto di incenerimento ex Printer non può essere riavviato: ben diversamente dai comportamenti assunti dalle giunte locali precedenti, l’esecutivo a guida Bandecchi, conformemente alla ferrea volontà di tutelare la salute pubblica, ha avversato e avverserà ancora, con tutti i mezzi a disposizione, ogni attività contra legem di qualsiasi impianto ad alto impatto, segnalandola alle relative autorità per i più opportuni provvedimenti». Nello stesso comunicato, la titolare alla delega ambientale riferisce di aver avuto a tal proposito interlocuzioni con Regione Umbria, Arpa e Usl.
