Fabio Graziani, candiato del Movimento per Gubbio

di Daniele Bovi

Prosegue con Fabio Graziani, candidato del Movimento per Gubbio nella città dei Ceri, la serie di interviste di Umbria24.it a tutti i candidati sindaci dei nove comuni umbri al voto. Sei domande, standard per tutti, per consentire ai cittadini-elettori, e lettori, di formarsi un’opinione su alcuni temi decisivi per la vita delle comunità. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.

Quali sono a suo avviso i tre problemi principali della sua città e, concretamente, come intende risolverli?

Il primo grande problema di Gubbio è senz’altro l’insufficiente sviluppo economico con uno sviluppo che possiamo definire “squilibrato”, cioè troppo concentrato solo sulle due pur meritorie cementerie eugubine mentre i piccoli commercianti e gli artigiani sono in “sofferenza” e il ruolo del turismo è ampiamente sottovalutato quando potrebbe avere una potenzialità di sviluppo ben maggiore. Una delle prime azioni che il Comune deve quindi intraprendere è quella di una azione tesa ad abbassare il costo del terreno agendo sul piano regolatore generale (il costo è infatti eccessivamente alto rispetto a zone a noi vicine come ad esempio Fossato di Vico in cui non a caso tendono da tempo a spostarsi i capannoni degli artigiani e eugubini) in modo da alleggerire i costi che devono sopportare gli artigiani e le piccole imprese. Il vero punto centrale dell’azione del Comune deve però essere quello di far diventare il turismo un vero e proprio motore di sviluppo economico. Una città monumentale e ricca di storia come Gubbio non ha infatti nulla da invidiare rispetto a realtà come Foligno o anche come Orvieto in cui però a differenza nostra l’amministrazione comunale coordina e programma direttamente la gestione del turismo. Il  Comune di Gubbio non deve infatti limitarsi ad affidarsi alla promozione turistica o alla pubblicità indiretta dei telefilm di “don Matteo” ma deve, tanto per fare un esempio, coordinare e gestire unitariamente i musei lanciando (come fa ad esempio da anni Orvieto) il biglietto unico per tutti  musei della città (superando la deleteria tentazione eugubina della gestione separata dei piccoli musei ciascuno dei quali pretende di fare da sé senza coordinarsi con gli altri) per poi avviare anche una conferenza programmatica al fine di migliorare tutta la filiera del turismo. Altro grave problema storico è poi quello dell’ormai decennale isolamento stradale e ferroviario di Gubbio che continua purtroppo a rimanere un territorio marginale all’interno dell’Umbria. E’ vero che (peraltro dopo anni e anni di ritardo nella progettazione e gestione dei lavori) ultimamente si è cercato di superare l’isolamento puntando sull’ammodernamento delle strade statali (ad esempio sul tratto Mocaiana – statale Pian d’assino) ma per risolvere davvero il problema non si puo’ rinunciare al collegamento ferroviario. Il Comune deve infatti puntare in alto e non limitarsi a chiedere il semplice ripristino delle fermate soppresse alla vicina stazione di Fossato di Vico, per cui va appoggiato fino in fondo il progetto  che prevede uno sviluppo ferroviario alternativo Sant’Egidio – Assisi – Branca su cui finora la regione (e la ex governatrice Lorenzetti in particolare) ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote. Forse per poter mettere in piedi questo progetto occorre un amministrazione comunale che non abbia paura a mettere i pugni sul tavolo e sappia alzare la voce nei palazzi del potere regionali senza temere di compromettere i rapporti interni alla gerarchia regionale del PD. Infine un problema tipico di Gubbio (che notoriamente ha un territorio molto ampio con molte frazioni ) è purtroppo proprio la mancanza dei servizi diffusa in molte frazioni, basti ad esempio pensare a  Spada in cui vergognosamente le fognature non sono state proprio realizzate tanto che lo scarico avviene nel fosso o persino ad una frazione importante come Branca (dove c’è l’ospedale come di Gubbio e Gualdo Tadino) in cui non arriva il metano. E’ ovvio che un azione di un’amministrazione comunale che voglia essere degna del suo nome non puo’ non partire dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione per le frazioni i cui cittadini non sono eugubini di serie B.

Ritiene che il suo territorio avrà da guadagnare o da perdere con l’entrata a regime del federalismo fiscale?

Dipende da cosa si intende davvero con le parole federalismo fiscale e municipale. Se dietro la parola federalismo municipale si nascondono soltanto i tagli a senso unico dei finanziamenti dal centro ai comuni allora certamente le nostre zone ne saranno fortemente danneggiate. Se per federalismo municipale si intende infatti un reale trasferimento della gestione di una parte consistente dell’imposizione fiscale e del suo utilizzo dallo Stato ai Comuni (a condizione che non si tratti di una duplicazione a livello comunale delle tasse che continuano a rimanere in piedi a livello centrale) allora la cosa puo’ essere interessante perché in tal modo i cittadini potrebbero rendersi direttamente conto “alla fonte” di come vengono investiti nel loro stesso territorio i loro soldi rendendo possibile un vero controllo popolare della spesa pubblica.

Introdurrebbe nel suo Comune un registro dei testamenti biologici? Perché?

Assolutamente no, che senso ha un attività del genere da parte di un comune in una materia che compete unicamente al legislatore nazionale? Secondo me le amministrazioni comunali devono smettere di perdere tempo occupandosi “di tutto e di piu”, dai retorici proclami sulla pace nel mondo al varo di registri di tutti i generi possibili e immaginabili, rincorrendo così le ideologie e trascurando la gestione quotidiana dell’amministrazione concreta del territorio, su cui invece l’azione dei comuni è fondamentale per la vita dei cittadini.

Se eletto, quali saranno i provvedimenti adottati nei primi cento giorni di governo?

La prima cosa alla quale punterei è senz’altro la riapertura del piano regolatore da cestinare completamente per revisionarlo dalla A alla Z: con l’attuale Piano regolatore  Gubbio è immobilizzata da una serie di vincoli e di limiti rigidissimi che ne rendono impossibile la stessa attuazione delle previsioni urbanistiche senza peraltro rimediare ai numerosi abusi edilizi compiuti e tollerati nel passato.

I tagli agli enti locali impongono agli amministratori della cosa pubblica una maggior oculatezza nelle scelte. Su quali capitoli di bilancio interverrà per recuperare risorse?

A mio parere occorre anzitutto razionalizzare la spesa pubblica rivedendo e razionalizzando il piano organico del personale comunale e il suo utilizzo riqualificando le professionalità per poi puntare a rendere  economicamente attive tutte le proprietà immobiliari del Comune, al fine di avere più disponibilità finanziarie da impiegare sul territorio.

Chiuderebbe il centro storico della sua città al traffico? Se già lo è pensa di lasciare le cose così come sono o di intervenire per apportare dei miglioramenti?

Il centro storico deve essere valorizzato come centro a misura di pedone, impedendo un ritorno alle politiche di apertura selvaggia alle macchine senza però arrivare ad una chiusura totale. Chiusura che porterebbe al progressivo abbandono del centro da parte dei commercianti (un centro che invece vogliamo vivo e vissuto) prevedendo perciò una regolamentazione della chiusura del centro in orari flessibili.

CARLO CIANETTI, CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA AD ASSISI
CESARE SASSOLINI, CANDIDATO CENTRODESTRA CITTA’ DI CASTELLO
SIMONE CUMBO, CANDIDATO SEL CITTA’ DI CASTELLO

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One reply on “Frazioni dimenticate, turismo e infrastrutture da rilanciare. Così Graziani vuole conquistare Gubbio”

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