Prisco, Squarta, Meloni e Zaffini (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

I Fratelli d’Italia dell’Umbria ripartono dal 6,5% delle elezioni regionali per ritagliarsi un ruolo da protagonisti nel centrodestra regionale. E’ la presidente nazionale e (probabilmente) prossima candidata a sindaco di Roma, a dare il placet alla nuova organizzazione di un partito che, a dire della stessa Meloni, «è la nostra migliore realtà in Italia, quella che esprime la migliore classe dirigente».

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Nuove cariche Preso atto del ruolo di capogruppo in consiglio regionale di Marco Squarta (all’affollata conferenza stampa a Palazzo Cesaroni era presente anche il portavoce del centrodestra Claudio Ricci), a nuovo portavoce regionale del partito è stato nominato l’ex consigliere Franco Zaffini. Ai coordinamenti provinciali vanno Emanuele Prisco per Perugia ed Eleonora Pace per Terni. Ruoli romani, invece, per Alfredo De Sio, che va all’esecutivo nazionale, e Claudio Ranchicchio che rappresenterà l’Umbria in direzione.

Squarta: «Partito solido» «Fratelli d’Italia in Umbria è una realtà consolidata – ha esordito Squarta – avendo ottenuto ottimi risultati sia nelle amministrative, con un ruolo chiave nella conquista di Perugia e Spoleto, sia nelle ultime regionali, dove abbiamo sfiorato la vittoria. Noi siamo stati determinanti e lo saremo ancora per garantire la compattezza della coalizione».

Al centro gli italiani Giorgia Meloni, nel suo lungo intervento, ha chiamato il territorio a spingere sulle tematiche al centro della strategia nazionale di Fratelli d’Italia. «Bisogna rimettere al centro della politica gli italiani – ha detto – che è il contrario di quello che stanno facendo i governi in questi anni. La parola d’ordine è ‘terra nostra’». Fra l’altro, dopo la conferenza, meloni è stata a fare visita a Marco Maranini, il figlio dell’anziano morto dopo lo scippo alla Pallotta.

Matteo ‘do Nascimiento’ La presidente nazionale ha parlato soprattutto del tema della povertà: «Ci sono quattro milioni di poveri e altri tre rischiano di diventarlo», ha sottolineato parlando poi della legge di stabilità, che si sta varando in queste ore: «Il soprannome piu’ adatto per Matteo Renzi è Matteo ‘do Nascimiento’ – ha sottolineato facendo riferimento ai programmi di Wanna Marchi – – perché purtroppo noi abbiamo già visto un sacco di volte queste sue splendide slide, questi suoi proclami in cui sembrava che facesse cose straordinarie e poi abbiamo scoperto che c’era la ‘sola’ come quasi sempre accadeva in certi programmi».

«Io a Roma? Non all’ordine del giorno» Inevitabile la domanda su una sua candidatura a sindaco di Roma. «Non è all’ordine del giorno – ha risposto -. Le prossime elezioni per noi sono particolarmente strategiche. Stiamo ancora parlando e parleremo con il resto della coalizione circa il da farsi, siamo tutti mobilitati e tutti disponibili a fare il nostro lavoro. E’ ovvio – ha aggiunto – che se vogliamo vincere dobbiamo essere coesi, quindi ci sono una serie di condizioni che bisogna verificare». Secondo Meloni «la prima condizione sulla quale io credo che bisogna verificare le candidature a livello nazionale è che siano più ampie possibili, candidature che siano in grado di raccogliere tutta l’area del centrodestra e forse anche qualcosa di più perché la partita è strategica». La presidente di Fratelli d’Italia chiede agli alleati della coalizione, «un tavolo sia a Salvini che a Berlusconi – colgo l’occasione di lanciarlo da qui – per vederci e fare un ragionamento che possa essere complessivo per capire quanto la coalizione e’ mobilitata su queste elezioni amministrative e quanto si voglia effettivamente vincere».

«Se Renzi perde si dimetta» Sulle elezioni della prossima primavera, poi secondo Meloni «si giocano le sorti del governo nazionale. Se è vero come è vero che Renzi ci ha convito che lui era stato suffragato dal popolo perché, quando era già presidente del consiglio era andato bene alle elezioni europee, devo segnalare sommessamente a Matteo Renzi che da lì le elezioni gli sono andate sempre abbastanza male. Quindi se dovessero andargli male anche queste elezioni amministrative forse Renzi – ha concluso Meloni – dovrebbe prendere in considerazione definitivamente l’ipotesi di dimettersi per consentire agli italiani di scegliersi un proprio presidente eletto».

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