Medici lungo il corridoio di un ospedale umbro (foto F.Troccoli)

di D.B.

Oltre 12 milioni di euro in più per far funzionare la sanità umbra; per la precisione 12 milioni 661 mila euro e spiccioli. Giovedì mattina a Roma sono cominciati i lavori della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (presieduta dal presidente Stefano Bonaccini) e il tema più importante all’ordine del giorno è l’inizio della discussione sul riparto del Fondo sanitario 2016 che ammonta a 111 miliardi di euro. Una prima proposta di riparto è stata tracciata mercoledì dalla commissione Sanità della Conferenza, e giovedì è stata esaminata dai presidenti (presente anche quello dell’Umbria Catiuscia Marini) e poi approvata all’unanimità. Secondo lo schema di riparto, all’Umbria vanno 1,635 miliardi di euro, come accennato 12,6 milioni in più rispetto al Fondo 2015. Dodici milioni abbondanti (un incremento è previsto per tutte le Regioni) che dipendono per quasi 10 milioni dalla quota premiale (in tutto a livello nazionale 300 milioni) e per quasi 2,8 milioni alla differenza rispetto al totale del 2015 prendendo come punto di riferimento i costi standard. Oltre 12 milioni in cui sono incluse le risorse necessarie per l’adeguamento delle prestazioni ai nuovi Livelli essenziali di assistenza, «ulteriore nuova sfida – dice Marini commentando l’accordo – per il Servizio sanitario nazionale».

NUOVI DIRETTORI, A BREVE LE NOMINE: IL QUADRO

Il documento Nel documento si spiega che il metodo con il quale sono state ripartite le risorse è sostanzialmente identico a quello del 2015, anche se c’è la necessità di rivederlo come sottolineato dalla Commissione. Il problema però, se si fosse optato per la revisione, sarebbero stato il tempo: l’intenzione era infatti quella di siglare l’accordo in tempi rapidi per permettere alle Regioni impostare i bilanci 2016 in netto anticipo rispetto al passato (il riparto 2015 è stato siglato a fine novembre) per quanto riguarda la fetta più importante delle uscite, quella che riguarda la sanità. Andare a una revisione ora allungherebbe inevitabilmente i tempi. «Se si ritiene urgente – è scritto infatti nel documento – procedere con la ripartizione delle risorse 2016, al fine di dare certezza ai bilanci regionali e assicurare il ripristino di un corretta e tempestiva programmazione dei SSR, il percorso e i tempi di revisione dei criteri di riparto rischiano di risultare incompatibili».

Marini e Barberini Tornando alla questione dei costi standard, l’Umbria viene confermata anche per quest’anno Regione benchmark ai fini della determinazione dei fabbisogni insieme a Marche e Veneto, le stesse Regioni del 2015. «È una novità assoluta e molto importante – dice poi Marini – l’accordo tra le Regioni, che avviene all’inizio di febbraio. Così come è altrettanto importante l’incremento del fondo di un miliardo di euro». «Esprimiamo grande apprezzamento sia per la capacità politica e senso di responsabilità che le Regioni hanno saputo rappresentare in tale situazione di contesto – scrivono in una nota Marini e l’assessore regionale alla sanità, Luca Barberini – sia per il soddisfacente risultato ottenuto dalla nostra Regione. La positiva intesa di oggi permette all’Umbria di consolidare i buoni risultati raggiunti, confermando la solidità della ‘governance’ del Servizio sanitario regionale, che presenta ormai stabilmente una situazione di equilibrio sia a livello regionale che di singola Azienda».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.