di Chiara Fabrizi e Barbara Maccari
Perugia, Terni e Orvieto, ma non solo. Domenica al ballottaggio vanno anche altre sei città dell’Umbria: in tre (Foligno, Spoleto e Marsciano) governa il centrosinistra, in una il centrodestra (Bastia) mentre due (Gubbio e Gualdo Tadino) escono da dolorosi commissariamenti. A Spoleto la sfida è tra il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Dante Andrea Rossi e quello sostenuto dalle lista Rinnovamento e Spoleto popolare-Ncd Fabrizio Cardarelli. Al primo turno Rossi ha incassato circa circa 2.700 voti (13%) in più dell’avversario, un tesoretto non di poco conto che in questa settimana Cardarelli ha tentato di ripianare tessendo una fitta rete di contatti con tutte le formazioni politiche escluse dal ballottaggio. Tuttavia nessuno dei due candidati ha formalizzato apparentamenti, preferendo non allargare la squadra. Cardarelli sembra destinato a raccogliere consensi sia tra le fila di M5s, Forza Italia, Vince Spoleto e Due Mondi, seppur con distinguo e incognite. Rossi e i generali del Pd hanno invece lavorato per consolidare il vantaggio, chiedendo all’elettorato che ha sostenuto la coalizione di tornare alle urne e dar fiducia al segretario provinciale del Pd. Uno sforzo per nulla casuale, considerato che Rossi ha preso circa 300 voti in meno delle forze che lo sostengono, confermando i pronostici di chi non lo bollava come un candidato capace di entusiasmare, a differenza di Cardarelli che invece ha rastrellato 500 preferenze in più rispetto a quelle delle sue due liste. Elementi che non sfuggono, ma che potrebbero essere spazzati via dalle oltre 7.500 preferenze espresse in favore dei quattro candidati sindaci esclusi dal ballottaggio.
LE SFIDE DI PERUGIA, TERNI E ORVIETO
Foligno A Foligno invece a contendersi la fascia tricolore sono il sindaco uscente Nando Mismetti, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, e Stefania Filipponi candidata appoggiata da Alleanza popolare, schieramento che comprende liste civiche, ma anche partiti di centrodestra come Forza Italia, Ncd e Fd’I. Qui al primo turno la forbice tra i due sfidanti è risultata particolarmente ampia, circa il 15% per oltre 5.100 voti, e non a caso Filipponi ha tentato di accomodarsi al tavolo della trattativa con Aldo Amoni (3.119 voti) nel tentativo di siglare un apparentamento. Ma l’accordo è bruscamente saltato e la candidata, al pari del sindaco uscente, tornerà alle urne con la stessa squadra. Il 25 maggio Mismetti come Filipponi hanno raccolto più voti delle coalizioni che le sostenevano, ma sul tavolo del ballottaggio si contano oltre 10 mila voti, tanti quanti se ne sono spartiti al primo turno gli altri 5 candidati del primo turno. Nessuna forza politica esclusa dalla sfida dell’8 giugno ha fornito indicazioni di voto al proprio elettorato. Filipponi potrebbe pescare nel bacino di M5s e pure nei simpatizzanti di centrodestra che hanno sostenuto Amoni, ma in quale misura è impossibile dirlo. Mismetti potrebbe godere di un’iniezione di voti targati Sel, anche se le frizioni che hanno portato alla spaccatura sono tutt’altro che archiviate.
LE REGOLE: COME SI VOTA
LO SPECIALE BALLOTTAGGIO
Gubbio Il centrodestra è invece un fantasma a Gubbio, dove il ballottaggio è figlio delle spaccature dentro il centrosinistra. L’8 giugno infatti torneranno a confrontarsi Filippo Mario Stirati (Liberi e democratici, Scelgo Gubbio, Psi, Sel) ed Ennio Palazzari (Partito democratico, Impegno per Gubbio, Popolari per Gubbio), con il primo in vantaggio di circa 15 punti percentuali sul secondo. Stirati ha ottenuto un successo indiscusso con il 41% dei voti e consensi personali superiori di 502 voti a quelli della coalizione. La sua affermazione è figlia della forza della coalizione, ma soprattutto di “Liberi e democratici”, una costola del Pd che ha portato in dote il 25% dei consensi. Ennio Palazzari si è fermato al 26% complessivo, scontando una scesa in campo tardiva, in pratica a ridosso delle consultazioni, ma soprattutto le divisioni interne di un Pd che gli ha garantito, pur essendo il suo candidato ufficiale, solo il 19%.
Mani libere Il M5S ha deciso di non appoggiare nessuno e così l’ago della bilancia saranno molto probabilmente i goracciani del ticket Rifondazione Comunista – Gubbio Libera con il 9% di voti presi dal candidato Pavilio Lupini. Nel 2011 ci fu un matrimonio di interesse con il Pd, poi finito male, quindi tutto porta all’appoggio del professor Stirati a discapito di Palazzari, anche se voci ufficiali non sono arrivate al riguardo. Anzi, il circolo «Lenin» di Rifondazione in una nota ha spiegato che non darà alcuna indicazione di voto, mentre per quanto riguarda il centrodestra, Francesco Gagliardi, si è ufficialmente tirato fuori dalla disputa, dichiarandosi forza di opposizione. Voci ufficiose lo vogliono però più vicino a Palazzari che a Stirati.
Bastia, Gualdo e Marsciano Il centrosinistra va invece all’assalto del centrodestra a Bastia: Ansideri parte coi favori del pronostico e con sette punti di vantaggio su Simona Carosati (in termini assoluti meno di mille voti), ma la partita è tutt’altro che chiusa e il centrosinistra se la gioca in pieno. Un soffio invece, circa 160 voti, divide a Gualdo il centrodestra di Roberto Morroni (che guidava la città prima del commissariamento dei mesi scorsi) dal centrosinistra di Massimiliano Presciutti. Decisivo in questo caso sarà l’appoggio di quel pezzo di Pd e di sinistra che si è unito nella candidatura di Brunello Castellani, che al primo turno ha ottenuto il 15%. Da ultimo c’è Marsciano, probabilmente la sfida meno in bilico: il sindaco uscente Alfio Todini ha staccato di oltre tremila voti il candidato “civico” Sabatino Ranieri, sfiorando per un nulla la vittoria già al primo turno.
