di C.F.
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Elisabetta Piccolotti, assessore alla Cultura in quota Sel della giunta Mismetti, scioglie le riserve e si candidata alle primarie di coalizione. Non attende il Pd, ancora a caccia di una soluzione condivisa, il partito di Nichi Vendola che per le prossime amministrative nella città di Foligno ha da tempo chiesto alle forze di centrosinistra il ricorso allo strumento partecipativo.
Sel irrompe sulla scena E così mentre in via Mazzini il sindaco uscente Nando Mismetti, il collega di giunta Joseph Flagiello e l’assessore regionale Vincenzo Riommi cercano, insieme ai vertici regionale, la mediazione per scongiurare la spaccatura del partito, Piccolotti e Sel irrompono sulla scena: «Il centrosinistra sta attraversando un momento di grande confusione, mentre la città soffre nonostante le risorse straordinarie a disposizione». Ergo: «La difficoltà dei dirigenti politici conferma che per i partiti è finito il tempo dell’autosufficienza ed è necessario comprende che le scelte migliori si fanno in tanti».
La lettera di Piccolotti A parlare è direttamente la candidata Piccolotti che insiste le primarie aperte di coalizione sono la «strada obbligata, ma anche la migliore» e ricorrendovi non solo si darebbe «un segnale di umiltà», ma anche la dimostrazione della «capacità di ricucire le contraddizioni coltivando l’unità, ovvero facendo fruttare le nostre differenze grazie a democrazia e partecipazione». Ed è in questo quadro che Piccolotti motiva la sua candidatura: «Il senso – scrive – è scommettere sui cittadini prima che sui partiti, perché sono loro ad aver bisogno come il pane di una coalizione solida che dimostri di avere idee nuove e il coraggio di realizzarle e io – conclude – con trasparenza, coerenza e umiltà ho voglia di mettere a disposizione della città le mie idee e il mio coraggio per questo progetto».
Pd e primarie Allo stato attuale, però, non è chiaro quale sia la disponibilità del Pd alle primarie di coalizione e, in questo sento, la mossa di Sel è soprattutto un pungolo. Tra i democratici è ancora tutto da ricucire lo strappo consumatosi negli ultimi giorni tra Mismetti e Riommi, anche se in partita è entrato anche Flagiello. Domenica i tre hanno chiesto congiuntamento una deroga alla scadenza per la presentazione delle firme, dimostrando la volontà di ricompattare il partito, ma sarà da vedere. In ogni caso, sciolti i nodi interni, in casa Pd occorrerà capire se di fronte alla richiesta di ricorso allo strumento partecipativo ci sarà anche la volontà di tenere unita la coalizione.
