di C.F.
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Elisabetta Piccolotti, candidata sindaco di Sel, ha 32 anni e negli ultimi cinque anni ha ricoperto l’incarico di assessore comunale con delega alla Cultura. Diplomata al liceo linguistico e laureata in Scienze della comunicazione, Piccolotti è stata presidente del Forum giovani del Comune di Foligno e in seguito esponente del Prc, di cui è stata componente del Coordinamento nazionale dei giovani comunisti, prima di diventare nel 2006 portavoce nazionale dei giovani comunisti e quindi membro del Comitato politico nazionale del Prc. Piccolotti è tra le fondatrici si Sel e attualmente siede nella Presidenza nazionale del partito e nella segreteria regionale.
Si è occupata in particolar modo delle tematiche legate alla precarietà del lavoro, alla condizione dei giovani, ai temi della conoscenza e dell’istruzione. Inoltre, è impegnata sul fronte dalle questioni di genere, dei diritti civili e della libertà delle donne.
Prima di tutto, cosa l’ha spinta a candidarsi a sindaco?
Abbiamo chiesto cambiamento e innovazione. Lo abbiamo chiesto alla coalizione del governo uscente perché sentivamo crescere tale domanda tra i cittadini, perché pensiamo che molte cose nei cinque anni passati non sono andate come dovevano e più volte abbiamo dovuto dare battaglia per esigere un vero e proprio cambio di mentalità. Volevamo le primarie per una scelta democratica del candidato sindaco. La risposta è stata di netta chiusura, una vera e propria presunzione di autosufficienza con un progetto di pura conservazione. Non potevamo non raccogliere le nostre intelligenze e dare alla città un’alternativa fatta di solidarietà, partecipazione e competenza. Mi sono candidata per dare a Foligno un modo per guardare avanti, invece di restare ancorati a quel passato o a quell’improvvisazione che segna tutte le proposte oggi in campo.
Ex Zuccherificio partita cruciale, qual è la sua proposta per il futuro dell’area?
Gli errori commessi all’epoca della scrittura del Piano Regolatore del 2001 ci consegnano un’area con una previsione di volumi troppo alta rispetto alle esigenze della città e una situazione in parte compromessa da diritti acquisiti e norme stringenti. In questi anni inoltre è mancata un’idea guida efficace per la parte pubblica, intorno a cui coniugare gli interessi dei cittadini e quelli delle imprese coinvolte. Per quanto ci riguarda quindi va approvata una variante, che deve inscriversi dentro una revisione del Prg, con una strategia ‘Volumi Zero’. Garantiamo tempi certi e decisioni chiare e trasparenti. La nostra idea guida è quella di realizzare il nuovo cuore tecnologico di Foligno: un m delle Scienze, un centro di trasferimento tecnologico alle imprese, un laboratorio di progettazione europea, un centro per applicazioni tecnologiche alle arti e viceversa dell’applicazione della creatività ai prodotti che escono dalle nostre imprese (Due esempi per capire: http://www.aec.at/news/en/ e http://www.kilometrorosso.com/). Un modo per produrre lavoro, senza sottrarlo altrove. A tale scopo vanno utilizzati i volumi direzionali già esistenti nel Piano d’Ambito. Proponiamo anche la realizzazione di un albergo, con servizi per la convegnistica di alta qualità. Intendiamo inoltre scongiurare l’aumento dell’area commerciale prevista dal Piano d’Ambito del 2005 e aprire un confronto con Coop sulla qualità merceologica e sulle dimensioni dei negozi, in modo che vi siano localizzate attività complementari e non concorrenziali con quelle del centro storico. Infine, proponiamo una considerevole riduzione delle volumetrie residenziali, intorno al 50%. Si può fare, con diversi accorgimenti tecnici, pur di fronte alla necessità di mantenere l’equilibrio economico degli investimenti previsti. Tutti gli edificati andranno costruiti tenendo conto dei più moderni criteri di sostenibilità ambientale.
Centro storico. Ritiene che si debba andare verso la pedonalizzazione di alcune aree e quindi introduzione della Ztl? Eventualmente quali sono i provvedimenti collegati con cui occorre accompagnare il processo?
Per il centro storico manca un progetto condiviso, ‘un patto di convivenza e sviluppo’ che garantisca azioni chiare e condivise, e tempi certi nella realizzazione. È l’occasione per sperimentare un nuovo modello di partecipazione, che coinvolga i cittadini nella ricerca delle soluzioni ai problemi. Un modello che abbiamo già sperimentato con un’apposita iniziativa in campagna elettorale e che potrebbe ad esempio essere molto fruttuoso sul problema della quiete notturna e dei conflitti tra residenti e esercenti o associazioni. Basta con chi ‘sceglie di non scegliere’ e lascia che la città viva nella confusione. Noi crediamo che sia necessario impostare tutti i servizi necessari alla mobilità alternativa (navette, parcheggi, piste ciclabili etc) e liberare il centro dalle auto con una politica fatta di parziali pedonalizzazioni, ztl per residenti, ztl a fascia oraria. È necessario contemporaneamente aiutare i commercianti a migliorare la qualità dei propri negozi: per farlo proponiamo – come già fatto in altre città umbre – di utilizzare fondi europei assegnati dalla provincia per dare sgravi fiscali sull’assunzione di apprendisti, formazione gratuita, promozione e marketing gratuiti. Infine, per attrarre nuovi residenti proponiamo un fondo per garantire i mutui dei giovani precari che acquistano la prima casa in centro-storico e altri incentivi.
Se dovesse essere eletto sindaco quali sarebbero le prime tre misure che varerebbe ?
Tre cose prima di tutto. Il lavoro: con un bando per la nascita di nuove imprese portate avanti da giovani under 40. La mobilità verde: con un piano di manutenzioni e lavori pubblici che segua le indicazioni della Fiab – federazione italiana amici della bicicletta – e che renda veramente sicuro utilizzare la bicicletta per spostarsi. Il decoro urbano delle frazioni montane: un piano di piccoli lavori (e la risoluzione del caso della pavimentazione di Colfiorito) per rendere più belli i paesi della montagna, perché dobbiamo avere un bel biglietto da visita se vogliamo attrarre turismo quando aprirà la nuova strada statale 77.
Perché un elettore dovrebbe votarla?
Per uscire dalla crisi economica non basta l’ordinaria amministrazione, né tanto meno servono idee che sono ormai coperte dalla polvere del passato. Se la crisi è straordinaria allora anche le risposte devono essere straordinarie. Non c’è dubbio che la politica quindi deve sostituire i propri tradizionali punti di riferimento attraverso un contatto con la parte più innovativa e creativa della città. Foligno non deve essere cambiata, sta già cambiando: a Foligno vivono infatti intelligenze vivaci, giovani e meno giovani, troppo spesso ignorate dalla pubblica amministrazione. Mi impegnerò a perseguire un avanzamento tecnologico e culturale che renda più competitivo il sistema di impresa folignate, perché solo così si può dare un lavoro alle giovani generazioni o ai tanti che lo hanno perso. Senza favoritismi, su un piano di uguaglianza, dando la priorità alle competenze al posto delle conoscenze. Non vogliamo lasciare solo nessuno: fermiamo la conta dei sommersi e salvati.
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO ALDO AMONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO GIACOMO BICERNA
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO STEFANIA FILIPPONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO VITTORIO FRASCONI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO NANDO MISMETTI
INTERVISTA AL CANDIDATO SINDACO FAUSTO SAVINI
