di C.F.
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«Sbaglia chi dice che negli ultimi cinque anni l’amministrazione ha giocato sulla difensiva, il concetto è ben diverso: noi abbiamo cercato di lavorare al meglio sul bilancio per trovare il modo di tutelare le fasce deboli e quindi i servizi dai tagli ai trasferimenti che in quattro anni sono pesati per 12 milioni, praticamente il 30% del bilancio». Non tollera critiche «scriteriate» il sindaco uscente e in corsa per il secondo mandato Nando Mismetti che sabato mattina ha, prima, messo in chiaro il lavoro fatto e, poi, in fila le priorità da qui al 2019.
Centro storico A cominciare dal centro storico: «Dobbiamo completare il percorso avviato col Pir, che resta il cantiere più massiccio degli ultimi decenni, attraverso misure e interventi in materia di arredo urbano, ma soprattutto incentivi ai residenti e quindi agevolare chi ha intenzione di traslocare in centro, dove comunque si rileva un trend positivo con 6mila residenti che non si registravano dal 1996. Stiamo sviluppando – prosegue – un sistema di contributi massicci non solo per chi deciderà di vivere in centro, ma anche per chi aprirà un’attività commerciale». Al fianco del sindaco nel giorno del taglio del nastro alla campagna elettorale i «quattro moschettieri» che lavoreranno con lui da qui al 25 magggio: Lorenzo Battisiti, Elisa Carigi, Fabiola Gentili e Dario Tomassini.
Turismo Strettamente connesso alla ripresa del centro è il tema del turismo «opportunità che – scandisce Mismetti – dobbiamo riuscire a cogliere in pieno nei prossimi due, al massimo tre, anni, cercando di far conoscere ovunque la nostra città che non è mai stata così bella». Su questo fronte il sindaco uscente si appunta al petto con orgoglio i 50 mila visitatori della Madonna di Foligno, ma anche una serie di manifestazioni tutte made in Foligno cresciute negli ultimi anni: dalla fresca Young Jazz, apprezzatissima anche nella prestigiosa casa di Umbria Jazz, alla sorprendente Dancity, passando per la Quintana «tratto identitario della nostra città». E in questo senso a chi dice che a Foligno non ci sono eventi, Mismetti risponde: «Evidentemente vive altrove». Ma per il futuro le azioni passano anche per la statale 77 della Val di Chienti «fondamentale per la città come per tutto il territorio», e il patto con Civitanova.
Sicurezza Tra le priorità, poi, c’è anche la sicurezza. Qui Mismetti guarda con favore «al potenziamento della videosorveglianza, ma anche al ‘portiere di quartiere’, vale a dire – articola – referenti presenti sul territorio che rappresentino all’amministrazione le criticità vissute ogni giorno dai cittadini, a cui noi abbiamo il dovere di continuare a fornire risposte adeguate».
Lavoro e Sviluppo Sul fronte del lavoro si conta di replicare l’esperienza, giudicata «positiva», delle borse lavoro per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e potenziare il progetto coworking «assicurando spazi e risorse a nuove professionalità». Mismetti poi conferma la volontà di «accompagnare le eccellenze del sistema produttivo locale, da quelle del comparto aerospaziale e meccanico al biomedicale, ma c’è l’esigenza di far ripartire l’edilizia attraverso sfide sostenibili a cui le nostre aziende sapranno anche grazie al nostro aiuto rispondere egregiamente».
Coalizione e avversari Passando al profilo politico, il sindaco uscente non è di molte parole, ma sullo strappo consumatosi in coalizione con Sel spiega: «Non do responsabilità a nessuno, perché penso che in questi casi ci siano da entrambi le parti, è stato fatto un errore, ma è anche vero che sono emerse valutazioni opposte sul futuro della città a conferma di come il problema delle primarie non fosse centrale». Non sono, poi, mancate stoccate agli avversari. Su Stefania Filipponi, Mismetti ribadisce quanto già affermato dalla segretaria del Pd, Patrizia Epifani: «Non è la candidata del civismo, ma del centrodestra, alleandosi con Forza Italia e gli altri ha perso il suo tratto caratteristico». Nel mirino finisce pure Aldo Amoni: «Al confronto di ieri sera non ha partecipato, ma a guardarsi in giro la sua presenza in città è forte (il riferimento è alla massiccia campagna di affissioni, ndr), in ogni caso viaggiamo su una promessa al giorno e mancano ancora due mesi alla fine della campagna elettorale».
