di Massimo Colonna
Nuova riunione per i membri dell’assemblea legislativa regionale che in questo periodo stanno incontrando i sindaci umbri in vista delle riforme istituzionali che riguarderanno l’Umbria. Sul tavolo della sala consigliare di Ferentillo ecco il futuro delle Provincie, argomento scottante in questi giorni anche in vista dello sciopero dei dipendenti indetto per il venerdì 16 ottobre. Una delle ipotesi discusse durante l’assemblea è quella secondo cui le Province potranno lavorare come centri di servizi per gli stessi Comuni. Il tutto in attesa che la riorganizzazione imposta dalla legge Delrio.
L’esempio «Un sindaco umbro mi ha detto che spende 150mila euro per gli avvocati. Se ne dà 50 alla Provincia per la sua avvocatura risparmia 100mila euro che può investire in altri servizi al cittadino». A rivelare l’aneddoto verso la fine dell’assemblea è l’assessore regionale alle Riforme Antonio Bartolini. Un episodio che ben rappresenta quale potrebbe essere lo scenario di impiego che aspetta gli enti provinciali nel prossimo futuro.
L’appuntamento La riunione è andata in scena mercoledì sera nella sala del consiglio comunale di Ferentillo, dove si sono ritrovati al tavolo i membri della prima commissione dell’Assemblea legislativa, tra cui il presidente Andrea Smacchi e i due vice Raffaele Nevi e Valerio Mancini, il sindaco di Ferentillo Paolo Silveri più altri colleghi dei Comuni limitrofi, tra cui Riccardo Maraga di Amelia e Federico Gori di Montecchio. Per il Comune di Terni era presente l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti d’Ubaldi e per Arrone l’assessore Marsilio Francucci.
Gli obiettivi «L’obiettivo dell’incontro – ha spiegato Nevi – è quello di ascoltare anche la voce dei sindaci, che sono i rappresentanti delle istituzioni più presenti e vicini ai territori. Questo è un primo passo verso un percorso ampio, che deve far fronte ad una riorganizzazione dovuta agli spaventosi tagli del governo. E’ importante dimostrare la vicinanza della Regione a questo tipo di problematica.
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