di Daniele Bovi
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«Anche stavolta vogliamo raggiungere i 200 mila elettori, numero che sempre abbiamo ottenuto». A fissare l’altezza dell’asticella è Rocco Girlanda, il deputato da pochi giorni nominato nuovo coordinatore regionale del Pdl umbro che, mercoledì, ha presentato la sua squadra per Camera e Senato. Asticella che corrisponde all’incirca al 27%, numero che stando agli attuali sondaggi sembra molto alto. In casa pidiellina però sono fiduciosi: «Si prospetta – dice Pietro Laffranco, capolista alla Camera – una campagna elettorale avvincente perché in rimonta. E il nostro presidente (Silvio Berlusconi, ndr) è un maestro di rimonte». Insomma, il sogno proibito dei berluscones è quello di una replica del 1994 e del 2006: «Nel ’94 – dice Laffranco – sbaragliammo la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto e nel 2006, sotto di dieci punti, siamo finiti con un distacco dello 0,1%».
FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI
I sondaggi Secondo Laffranco «i sondaggi ci danno tra il 20% e il 25%: molto dipende dalla campagna che sta facendo Silvio Berlusconi, mentre a noi spetta recuperare i nostri voti. Quelli di quelle persone che il consenso ce l’hanno dato ma che ancora sono indecise». Girlanda si spinge oltre: «Se ne dicono di tutti i colori sul Pdl – osserva -, ovvero che siamo in difficoltà e scomparsi ma in realtà parlano i sondaggi delle ultime ore i quali ci dicono che siamo arrivati ad una situazione in cui è possibile vincere le elezioni». Elezioni e una campagna elettorale dove secondo Laffranco si confronteranno «tre filosofie: il tassa e spendi della sinistra, il massimo rigore di Monti ottenuto con più tasse e poi il nostro programma».
Tasse e «idee geniali» Il cavallo di battaglia del Pdl sarà quello delle tasse: «Con il nostro programma – dice sempre Laffranco – le vogliamo diminuire diminuendo anche la spesa». Insomma, il Pdl ci riprova con la mossa di un promesso alleggerimento della pressione fiscale contando anche sulla «idea geniale di Berlusconi» (la definizione è di Laffranco) che consiste nel non far pagare tasse per un determinato periodo di tempo a chi assume giovani. Con queste premesse Girlanda è sicuro: «Il Paese – dice – non ha mai votato a sinistra e non lo farà nemmeno questa volta. In un momento come questo gli italiani non daranno il consenso a una sinistra che ha fallito in tutto il mondo». «L’Umbria e l’Italia – ha detto invece Luciano Rossi – non devono finire in mani sbagliate e per questo dobbiamo continuare a conquistare le roccaforti della sinistra».
La squadra Per ottenere i risultati sperati alla Camera il Pdl schiera Pietro Laffranco, Rocco Girlanda, Raffaele Nevi, Roberta Tardani, Maria Rosi, Antonino Ruggiano, Valentina Gualdoni, Laura Pernazza, Maria Pia Pascucci. Al Senato invece, oltre a Berlusconi, anche Luciano Rossi, Ada Spadoni Urbani, Massimo Monni, Enrico Masciarri, Fiammetta Modena, Rocco Valentino. «Una squadra – commenta Girlanda – vincente e rinnovata con candidati capolista importanti per far diventare l’Umbria sempre più partecipe delle politiche nazionali». Un ringraziamento è andato anche a Franco Asciutti e Domenico Benedetti Valentini, ovvero «gli esclusi di prestigio» delle liste. L’unica deroga infatti è stata concessa ad Ada Spadoni Urbani. Per il resto, è stato sottolineato, spazio a tutte persone umbre, giovani, alcuni onorevoli uscenti, ampia rappresentanza dell’area ternana, rappresentanti dei territori e delle anime del Pdl: «Uno di questi è Massimo Monni – dice Laffranco – che arriva da una cultura socialista che nel centrosinistra è penalizzata. Questo è il progetto del grande Pdl: unire più anime».
Primarie e aeroporto Sulle mancate primarie invece Girlanda taglia corto: «Le primarie – dice il neo-coordinatore – erano un’opzione nel momento in cui Berlusconi non aveva deciso il suo percorso personale. Poi, viste le decisioni, sono state tranquillamente messe da una parte». L’ultimo affondo della mattinata invece è per Monti: «Questo governo – dice Laffranco riferendosi all’esclusione dell’aeroporto di Perugia dai 31 di “interesse nazionale” – ha fatto una vergogna ai danni dell’Umbria. Se Monti varcherà i confini dell’Umbria la contestazione sarà fortissima».
