di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

La processione a largo del Nazareno è iniziata intorno alle 22 di lunedì. I Re Magi umbri sono quattro e non tre e portano non oro, incenso e mirra bensì la richiesta partorita dalla direzione regionale di sabato: i nomi imposti da Roma devono essere tre e non quattro. Numero che il segretario provinciale della federazione ternana Mario Giovannetti ha definito «una sproporzione inaccettabile». Mission da molti osservatori giudicata impossibile ma tant’è. Lamberto Bottini, i due segretari provinciali e il coordinatore della segreteria Sauro Cristofani sono arrivati dopo le 22 a Roma insieme ad altri segretari regionali di quei territori, come l’Umbria, recalcitranti ad accettare i «nominati» che finiranno nelle teste di lista. Quei «blindati» di Bersani che partiti per essere il 10% delle candidature finiranno, in Umbria, con l’essere il 50% degli eletti democratici o quasi.

Probabilità minime Le probabilità di riuscita sono minime ma il mandato della direzione è stato chiaro e, con solo tre nomi, si potrebbe recuperare in posizioni più favorevoli il ternano Carlo Emanuele Trappolino in base alla volontà politica di dare più spazio a chi ha corso alle primarie. L’altro tema sul tavolo romano sarà quello degli «incastri» tra i nomi nazionali e quelli locali. Le trattative andranno avanti fino all’ultimo minuto a disposizione, cioè fino a martedì pomeriggio quando la direzione nazionale del partito dovrà mettere il timbro sulle candidature in ogni regione. Gli ultimi rumors, dopo che sembra essere tramontata la candidatura del socialista Rometti a causa delle frizioni esplose sabato tra Pd e Psi sul numero dei posti complessivamente disponibili, danno come capolista certa alla Camera Marina Sereni, mentre al Senato rimane viva l’opzione del renziano Ermete Realacci, che imporrebbe lo spostamento in Toscana dell’altra fedelissima renziana, Nadia Ginetti, mossa di cui si è parlato in questi giorni.

Tutti ballerini Un alto e ben informato dirigente democratico a ora di cena fa capire però che le certezze sono poche e che dalle trattative serrate potrebbe uscire anche un quadro diverso rispetto a quello immaginato in questi giorni: «Le uniche certezze – dice – sono Marina Sereni capolista e i nomi dei candidati umbri. Il resto è tutto ballerino fino a domani pomeriggio». E infatti c’è chi accredita pure l’ipotesi che al posto di Realacci possa essere schierata una figura della cosiddetta società civile molto gradita al segretario Pierluigi Bersani. L’altra certezza è che, vada come vada, la telenovela liste è all’ultima puntata. Sempre al netto di rivolgimenti dell’ultim’ora, questa la possibile composizione del sudoku in giro per l’Italia: alla Camera Andrea Orlando in Liguria, Rosy Bindi in Calabria, Dario Franceschini in Emilia Romagna, Enrico Letta nelle Marche, Cesare Damiano in Piemonte1 e in Veneto1 il responsabile enti locale Davide Zoggia.

In Senato In Veneto2 invece ci sarà Paolo Baretta, ex sindacalista, in Lazio2 Donatella Ferranti con alle spalle Beppe Fioroni, in Lombardia2 il segretario Maurizio Martina, in Abruzzo Giovanni Legnini e in Campania Guglielmo Epifani (dato anche come possibile al Senato) o Bersani stesso, in Puglia Francesco Boccia e in Sardegna il segretario Silvio Lai. Al Senato il giornalista del Corsera Massimo Mucchetti in Lombardia, Anna Finocchiaro in Puglia, Stefania Pezzopane in Abruzzo, Laura Puppato in Veneto, Ignazio Marino in Piemonte, Donatella Albano in Liguria, Marco Minniti in Calabria

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “Elezioni, il Pd umbro a Roma per chiedere meno nominati. Ultime ore di trattative, il sudoku liste”

Comments are closed.