Luca Baldelli, Enrico Flamini e l'assessore Della Vecchia (Foto Umbria24.it)

di Daniele Bovi

«Ci davano per morti, e invece». All’indomani della «presa» di Milano e Napoli, «un risultato storico», Rifondazione comunista di Perugia e la Federazione della sinistra gongolano. Incassato, «nonostante censura e oscuramento dei media un risultato – ha spiegato martedì mattina a Perugia il segretario provinciale del partito Enrico Flamini – che a livello nazionale ci vede al 4,1%», ora è arrivato il momento di rilanciare. «Abbiamo – spiega sempre Flamini – gli stessi voti di Sel e poco meno di quelli dell’Idv». Ed è proprio a vendoliani e dipietristi che Flamini rinnova l’appello che il Prc ha lanciato nel corso negli ultimi mesi.

Il polo della sinistra unita Assodato, secondo Flamini, «che la Fds è fondamentale per la tenuta programmatica del centrosinistra umbro», ora quello che serve è unità. A Sel e Idv quindi il Prc rinnova l’invito di costituire un «polo della sinistra unita che sia un punto di riferimento per il mondo del lavoro. E’ questa la proposta che avanziamo, anche perché questa tornata elettorale ha dimostrato che con programmi e coalizioni credibili e con candidati dal forte profilo l’alternativa è possibile». Perseguire l’unità diventa insomma la parola d’ordine.

Referedum, la spallata definitiva Al Berlusconi uscito con le ossa rotte dalle amministrative la Fds sogna di dare la «spallata definitiva» attraverso i quattro referendum del 12 e 13 giugno. «Ora – dice Flamini – bisogna porre con forza i temi dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua e per dire no alla scelta nucleare». Una scelta che secondo il capogruppo in Consiglio provinciale Luca Baldelli «è obsoleta: i cittadini si erano già espressi con il referendum del 1987».

Spirito riformatore Alla bagarre tra Idv e Psi che da giorni stanno incrociando le lame sui temi che riguardano l’ambiente e i rapporti di forza all’interno del centrosinistra, Flamini guarda con un certo distacco. Per il segretario provinciale riformatore la «valutazione generale» sul primo anno della giunta Marini è che «lo spirito riformatore è stato rispettato». Certo, sui trasporti, tema assai caro a Flamini, «bisogna andare fino in fondo». Insomma, il minimetrò deve entrare nell’azienda unica dei trasporti: «Siamo sicuri – dice Flamini – che Rometti sarà in grado di portare fino in fondo tutte le riforme». Di «riequilibri» poi neanche a parlarne.

Chiarimento A livello provinciale invece qualcosa su cui discutere ci sarebbe. La Fds rivendica di essere stata «protagonista di un percorso unitario» a Città di Castello e di aver portato a casa un «risultato straordinario» a Gubbio. I distinguo di SeL a Trevi, dove il centrosinistra l’ha spuntata per appena 14 voti e dove i vendoliani hanno corso da soli, e quelli dell’Idv a Castello non sono piaciuti: «A livello provinciale – dice Flamini – occorre capire quello che è successo e se si pensa di proseguire su questa strada».

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