Un seggio di Ponte San Giovanni lo scorso 25 maggio (foto F.Troccoli)

di D.B.

I partiti maggiori che sembrano trasformarsi «in grandi “contenitori”, in “reti di reti”» che perdono la loro forza attrattiva quando dalla dimensione delle elezioni europee si passa a quelle locali, quando la suddetta forza «viene messa in competizione con la specificità e i caratteri delle relazioni territoriali, laddove poi agiscono le singole personalità dei candidati e in particolare delle leadership». Il presidente dell’Agenzia Umbria rierche Claudio Carnieri, dopo l’analisi dei flussi pubblicata nelle scorse settimane insieme a Bruno Bracalente, torna sui risultati del 25 maggio con uno studio centrato intorno alle differenze tra i voti riportati alle europee e alle comunali dai partiti. L’indagine riguarda gli undici comuni con più di 15 mila abitanti e i numeri disegnano lo scenario tratteggiato in apertura: «Tendenze – spiega Carnieri – che si sono manifestate anche a livello nazionale e tuttavia la loro visualizzazione anche nella specificità del sistema politico umbro può offrire lo spunto per molte riflessioni».

LE TABELLE 

Meno forza attrattiva La più importante di queste parla della perdita di forza attrattiva dei partiti quando si passa dalle europee alle amministrative, dove ancora più importante è il fattore legato alla persona. «È sempre più complesso – continua Carnieri – individuare i percorsi che portano alla costruzione degli schieramenti di maggioranza e di opposizione. Si può arguire come, dopo questa larghissima diffusione delle liste civiche all’interno del modello politico regionale, possa acquistare un significato più forte che in passato la questione delle “coalizioni” che si presentano agli elettori». Se si fa una media secca, la differenza più marcata la si nota in casa Pd che perde il 18% dei voti, con punte del 35% a Gubbio mentre lo scarto più esiguo è a Umbertide (-7,7%, a Perugia -13,4%). Questo fenomeno riguarda anche il M5S (che lascia per strada il 6,6%), in particolare a Foligno, Marsciano, Orvieto, Spoleto e Terni. Significativa invece l’eccezione di Perugia, dove l’elettorato del Movimento si è mostrato più compatto (-0,39%).

L’analisi  Il caso della lista Tsipras invece è unico, dato che la somma delle liste alle elezioni comunali e quindi il bacino territoriale dell’area politica è pressoché sempre superiore ai voti espressi nelle elezioni europee. Anche qui, unica eccezione è Perugia dove, come mostra l’analisi dei flussi, molti degli elettori di Tsipras non hanno votato il centrosinistra di Boccali bensì una delle liste civiche in competizione, in particolare quelle di Barelli e Waguè. Quanto alle liste di centrodestra invece, Carnieri sottolinea «una relativa maggiore stabilità». Per quanto riguarda il Ncd sono da segnalare i due aumenti importanti nelle elezioni amministrative di Umbertide e di Spoleto e due progressioni di segno negativo a Perugia e Foligno. Diffusi segni meno anche per Fratelli d’Italia così come per Forza Italia per la quale si notano le stesse tendenze che per il Pd, anche se le differenze in questo caso sono più attenuate.

Questione di visione «Una questione – conclude Carnieri – può e deve essere colta con forza anche nel territorio umbro ed è quella della progettualità politica, della “visione “che, in un sistema bipolare, consente una più limpida identità ed eleggibilità dei diversi soggetti politici. Qui sta infatti la radice principale della forza della democrazia e questo sarà certamente il discrimine essenziale delle future scadenze elettorali, a cominciare da quelle regionali del 2015».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.