di Maria Giulia Pensosi

In occasione del voto per le amministrative del 25 e 26 maggio, Umbria24 intende offrire agli elettori e, in generale, ai propri lettori, un chiaro identikit dei candidati sindaco di Amelia e una sintesi dei programmi elettorali proposti. Due per questa tornata elettorale gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino: Pompeo Petrarca, sostenuto da ‘Amelia – Un patto avanti’, e Avio Proietti Scorsoni, sostenuto dalla lista ‘Per Amelia’. In questo articolo Pompeo Petrarca si presenta.

Chi è Pompeo Petrarca e perché ha scelto di candidarsi? Sono un pensionato di 70 anni con ancora tanta voglia di fare. Sono amerino da generazioni: ho vissuto i primi trent’anni della mia vita nel centro storico, quello che un tempo si definiva “Amelia alta”, vicolo Sdrucciolo, per poi trasferirmi con la famiglia fuori le Mura, dove oggi vivo insieme a mia moglie. I miei tre figli, invece, vivono a Milano, ma la famiglia, punto centrale della mia vita, rimane ben salda ed unita. La socialità, la vicinanza, la condivisione con le persone che abitavano quella Amelia semplice e sincera, hanno plasmato il mio carattere e la mia educazione di vita: quei valori sono parte di me. Ho maturato una lunga esperienza in Monte dei Paschi di Siena, dove ho lavorato per 45 anni, ricoprendo anche incarichi dirigenziali. Da ottobre 2021 ho guidato il gruppo consiliare “Amelia Domani”, imparando a conoscere la macchina amministrativa senza smettere mai di ascoltare le esigenze e le istanze di cittadini e cittadine. Mi ritengo una persona semplice che con costanza, determinazione e spirito di sacrificio ha affrontato le sfide che la vita gli ha presentato. È quindi con spirito di servizio che mi candido, perché il lavoro di ascolto, tutela e presidio, svolto in questi anni in consiglio comunale, non poteva andare disperso e perché dall’esperienza di opposizione ho tratto la certezza che Amelia ha bisogno di voltare pagina, di trovare una spinta ed una visione che la valorizzi insieme al territorio, con al centro la cura ed il benessere di ogni cittadino e cittadina.

Come cambierebbe la città di Amelia sotto la Sua Amministrazione? Vorrei che Amelia fosse una città che ritrova il senso di una comunità coesa e solidale, per pensare
un futuro in cui nessuna persona si senta esclusa, ma partecipe del disegno come delle decisioni. Amelia ha bisogno di tornare ad essere unita, di pensare cose nuove per contrastare il declino ed il galleggiamento di questi ultimi anni. Ci sarà bisogno di una precisa analisi, anche demografica economica e sociologica, per capire come la città sia cambiata in questi anni e quali siano i nuovi bisogni immediati. Vorrei quindi che innanzitutto sia facilitata ed agevolata ogni manifestazione di interesse da parte di chi vorrà tornare a vivere nei centri storici, verso chi ci vorrà aprire una attività imprenditoriale, per ricreare vivacità e dinamismo. Vorrei che Amelia sia semplice e accessibile innanzitutto per chi ci vive e per chi ci lavora, perché solo così lo potrà essere anche attrattiva per chi deciderà di venire a visitarla.

Emigrazione giovanile. Quali politiche sociali e del lavoro ha in serbo per Amelia? Come si può rendere la città a misura dei giovani ed evitarne così l’abbandono? L’emigrazione dei giovani è certamente l’aspetto più preoccupante che dovrà essere affrontato con massima attenzione. Non sempre i giovani si sono sentiti ascoltati: troppo spesso non abbiamo risposto alle loro necessità, perché le abbiamo lette secondo il nostro punto di vista. Spesso non abbiamo considerato che quando diciamo giovani significhiamo cittadini, studenti, lavoratori, professionisti, imprenditori: ad essi dobbiamo consentire di studiare, vivere, lavorare, creare, innovare e di concorrere a creare una città attrattiva e dinamica. Dobbiamo uscire dalla logica che spesso li relega al solo ruolo di consumatori, il popolo della movida. Indispensabile, ma non sufficiente, è la implementazione della consulta dei giovani da intendere come luogo di confronto e dibattito per capire le loro preoccupazioni, le loro visioni e cercare di trasformarle in risposte. Sarà necessario anche ripensare e destinare spazi per l’aggregazione e la cultura giovanile, dove i ragazzi e le ragazze possano confrontarsi e sentirsi protagonisti. Occorre altresì mettersi meglio in relazione col mondo della scuola, affinché si creino opportunità per il post diploma; con il mondo del lavoro, per un avvio al lavoro consapevole ed adeguato alle esigenze espresse dal sistema e dal mercato del lavoro locale. Molto può fare l’Ente se le azioni che intende intraprendere, nei limiti delle sue competenze, sono intese come prioritarie e non come atti formali dovuti. È mia intenzione in questo senso unificare in unico assessorato le deleghe al lavoro e alle politiche giovanili per un lavoro di sistema che ottimizzi i risultati.

Sanità. Quali i problemi dell’Amerino e quali le soluzioni? I problemi della sanità dell’Amerino presentano due aspetti: carenza di strutture e sanità territoriale al collasso. Per quanto riguarda le strutture, ciò che è accaduto in questi ultimi anni è l’esatta fotografia della politica di privatizzazione adottata dalla giunta Tesei. Se è pur vero che interventi di riorganizzazione erano stati avviati da tempo, erano stati mantenuti e tutelati il reparto di medicina, più che efficiente, ed un pronto soccorso attivo. Dopo il Covid, a marzo 2023 fu sancita la definitiva chiusura dell’Ospedale di Amelia con il trasferimento notturno a Narni dei pazienti del reparto suddetto. Il pronto soccorso, che già da tempo funzionava a singhiozzo per carenza di personale, fu quindi definitivamente trasformato in punto di primo intervento h12. Aggiungendo a ciò la chiusura di altri servizi è chiaro il depotenziamento complessivo che è stato compiuto. Oggi abbiamo un Ospedale di comunità che, se pur ben funzionante e utile per una tipologia specifica di pazienti, non può essere paragonato ad un Ospedale tradizionale anche se con un solo reparto di medicina. Aggiungendo a quanto detto la carenza di servizi nella medicina territoriale, appaiono chiare le difficoltà, non solo per Amelia, ma per tutto il territorio comprensoriale: la Casa di Comunità, inaugurata con clamore, al momento rappresenta soltanto il contenitore dei servizi già esistenti trasferiti in unica struttura e poco altro. Contiamo sulla costruzione nei tempi previsti del nuovo Ospedale comprensoriale, che sicuramente porterà benefici, ma dobbiamo attendere il 2031. Puntiamo ad un pronto soccorso efficiente h24, anche per decongestionare l’ospedale di Terni; inoltre, al potenziamento dei servizi territoriali presso la Casa di Comunità, col coinvolgimento di medici di medicina generale e specialisti, come previsto dal decreto attuativo ma mai formalizzato nel mancato Piano Sanitario regionale.

Turismo, cultura, sviluppo economico. Quali azioni mettere in campo per il rilancio? Poiché l’azione amministrativa che vorrei adottare si basa su ascolto e condivisione, sarà indispensabile istituire dei tavoli di confronto con gli operatori del commercio, delle attività ricettive e delle associazioni culturali, per ricevere le loro istanze e trasformarle in azioni. Istituirò una conferenza dei Sindaci del territorio Amerino affinché si attui una politica condivisa, in particolar modo in ambito turistico (e non solo), creando dei percorsi naturalistici, artistici ed enogastronomici, per valorizzare al meglio il territorio ed attuare economicità di scala. Amelia dovrà essere inserita in percorsi turistici che vedono già la partecipazione di altri Comuni dell’Umbria. In termini culturali punterò sulla valorizzazione ed il sostegno delle numerose iniziative esistenti; quindi sulla creazione di nuovi spazi, in primis di un auditorium funzionale e moderno; punterò a rendere le attività culturali un’opportunità ed un connettore tra le diverse realtà produttive, sociali e creative della città. Quanto detto è già finalizzato ad uno sviluppo economico, potrei aggiungere in termini concreti di disporre l’azzeramento delle imposte comunali per cinque anni per tutte quelle neoimprese e micro-piccole-medie imprese tradizionali e/o innovative, che stabilendosi sul territorio assumono personale locale oppure offrono servizi e produzioni nel senso della sostenibilità. Per una migliore risposta e più attento monitoraggio sarà
disposta l’unificazione in unico assessorato delle deleghe al commercio, allo sviluppo economico ed al turismo.

Frazioni. Quali sono le criticità e quali le possibili soluzioni? Ritengo che la prima criticità che le Frazioni hanno vissuto, in questi anni, a causa di una politica Amelia-centrica, è stata quella dell’abbandono, inteso anche come lontananza delle istituzioni. Considerato che in questi anni la mancanza del pubblico è stata compensata grazie alle attività delle associazioni e Pro loco, sarà necessario recuperare sotto questo aspetto, per stabilire un confronto costruttivo con esse, in ciascuna Frazione, e conoscere in maniera precisa e fondata le effettive esigenze e possibilità. Conoscere per decidere ed intervenire. Adotterò quindi un sistema di scambio permanente con tutte e sette le Frazioni, per rimuovere quella distanza; bisogna far sì che con le loro caratteristiche peculiari, entrino alla pari nella nostra visione di territorio: mi riferisco ad iniziative culturali e sportive che possano determinare di conseguenza ritorni in scambi relazionali ed economici.

Urbanistica, viabilità, ambiente e decoro. Da dove iniziare e con quali interventi? Amelia ha un Piano Regolatore ormai datato. Si partirà da questo documento, dal rinnovo del Prg non come atto dovuto, ma come cornice e contenitore di riferimento necessario per ripensare il territorio, il paesaggio ed anche lo sviluppo economico. Partendo da qui ci doteremo di relazioni tecniche, formulate da esperti circa gli aspetti demografici, commerciali, di mappatura edilizia e del territorio. Conoscere, per poi partecipare alla cittadinanza; discutere, recepire e quindi decidere e deliberare. Questo il percorso per generare una visione di medio-lungo periodo che dia una linea di indirizzo per la nostra città da qui ai prossimi anni, mantenendo al contempo un’attenzione al presente per dare risposte immediate. Un esempio di visione di lungo periodo: un parcheggio davanti a Porta Leone, con annessi sistemi di accesso verticale alla parte alta della città, da individuare. Oppure la sistemazione della zona antistante le Mura, con un’area di rispetto da Porta Romana a Porta Leone, che ne evidenzi la bellezza e imponenza: questo ovviamente dopo aver terminato la ricostruzione della parte crollata. Un esempio di intervento immediato: l’ultimazione dei lavori del Puc 2 fermi da anni, e la riapertura dei bagni pubblici di Via del
Mattatoio. Il decoro e la cura della città sono al centro del nostro interesse. Tra gli interventi possibili, l’impiego dello strumento giuridico della c.d. “amministrazione condivisa” per la gestione del verde urbano o il mascheramento dei punti di raccolta dei rifiuti presenti nella città.

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