di Marta Rosati

In vista delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre, Umbria24 ha rivolto ai candidati sindaco di Amelia, il comune più grande tra quelli al voto in provincia di Terni, alcuni quesiti per conoscere più da vicino, e quindi far conoscere ai propri lettori, gli aspiranti primo cittadino e i relativi programmi elettorali. Di seguito l’intervista al candidato sindaco Piero Bernardini, della lista ‘Obiettivo comune’.

Quali sono le questioni da affrontare con maggiore urgenza sul territorio di Amelia e alle quali darebbe priorità nei primi cento giorni di governo della città?

«Mettere mano al nuovo Piano regolatore generale, ovvero ai settori più strategici: viabilità, rete commerciale. Aggiornare una visione di sviluppo del centro storico, con mobilità alternativa ed attraverso l’elaborazione di un nuovo Quadro strategico di valorizzazione. Poi, nell’immediato, un provvedimento forse più piccolo, ma significativo: sistemazione dell’area antistante le scuole in via del Mattatoio. Il tutto, ovviamente, in una visione programmatica di medio-lungo periodo, ma che deve assorbire da subito l’impegno dell’amministrazione».

Parliamo di sanità. Casa della Salute, ospedale unico con Narni, difesa e rilancio del presidio sanitario esistente. Cosa fare e come?

«La costruzione del nuovo ospedale territoriale Amelia-Narni rappresenta il cuore della proposta politico-amministrativa della lista che mi sostiene: Obiettivo Comune. È stato anche motivo di mobilitazione mia e del Pd da circa due anni a questa parte e della popolazione. Ho apprezzato moltissimo il suo inserimento nel Pnrr della Regione Umbria: segno che le perplessità iniziali della giunta Regionale, dopo le elezioni regionali del 2019, dovrebbero essere fugate. Tuttavia, pur nella più piena collaborazione con Palazzo Donini, dobbiamo essere di stimolo ma soprattutto di controllo, anche critico, affinché il nuovo progetto esecutivo trovi piena realizzazione. La Casa della Salute sarà il
luogo fisico di incontro della medicina di base, la specialistica territoriale, l’assistenza infermieristica e l’assistenza sociale. Dovrà vedere investimenti in risorse professionali e tecnologiche per una organizzazione sempre più avanzata, più efficiente ed efficace nel rispondere
anche e soprattutto alle emergenze di media e minore gravità. Il presidio esistente va salvaguardato nelle sue attuali funzioni, ma la sua esistenza è finalizzata alla costruzione del nuovo ospedale territoriale».

Sport, turismo, cultura politiche giovanili. Quanto e quale spazio trovano queste tematiche nel suo programma elettorale?

«Il turismo e la cultura sono gli ambiti che determinano la visione che abbiamo di Amelia. Sostenute da una riorganizzazione urbanistica della città, del territorio e del rilancio del centro storico, attraverso un riaggiornato Quadro strategico di valorizzazione, le nostre proposte programmatiche sono ampie ed articolate. Vanno da proposte magari minori, quale la sagra del Colombaccio, fino a proposte più ambiziose,
ad esempio uno spazio multifunzionale turistico, per ospitare fiere, eventi, concerti e manifestazioni anche d’inverno. La nuova amministrazione dovrà essere il volano, d’intesa con tutti gli stakeholders economici, ma anche culturali, per promuovere un unico marchio sotto il quale esportare e far conoscere i nostri prodotti e produzioni culturali. Questo marchio si chiamerà Amelia. I giovani sono una parte attiva della società. Hanno da soli idee in abbondanza. Vanno sostenuti nella loro esigenza insopprimibile di partecipare e creare motivi di socializzazione».

Sviluppo economico e politiche ambientali: quali basi getterebbe per l’Amelia del futuro?

«Ormai, dopo la sfida lanciata dalla Commissione europea di un nuovo paradigma di sviluppo, con il New green deal nell’Aprile 2019, esiste un rapporto strettissimo fra sviluppo economico e politiche ambientali. In effetti, il nostro territorio è vocato essenzialmente all’Ambiente. Turismo, artigianato di quartiere, cultura e colture storiche caratterizzeranno Amelia e l’Amerino. Evidenziamo alcune linee di azione: le associazioni di categoria, con il supporto dell’amministrazione comunale, dovrebbero favorire lo sviluppo di filiere consortili km 0. Individuazione di colture specifiche per la produzione di bioenergia. Mobilità sostenibile (elettrica). Protezione idrogeologica del territorio.
Minimizzare la produzione di rifiuti. Puntare ad un’edilizia ad alta efficienza energetica. Come si vede, nel nuovo paradigma di sviluppo è necessaria una nuova gestione del territorio, cioè di un nuovo Prg. Amelia dovrebbe arrivare ad essere alimentata in gran parte dall’energia prodotta in loco».

Chi è Piero Bernardini e perché Amelia dovrebbe sceglierlo come sindaco?

«Sono un medico di medicina generale, specializzato in igiene e medicina preventiva. Lavoro come medico di famiglia da oltre trent’anni ad Amelia. Accanto alla professione, ho nutrito sempre la passione per la Politica. Eletto molto giovane, ne 1978, in consiglio comunale, ho militato nella Dd, nel Ppi, nella Margherita. Poi ho aderito al Pd. Sono stato eletto nel 2007 all’Assemblea nazionale costituente del
Partito democratico. Mi sono sempre dedicato con passione e disinteresse ai problemi del nostro territorio. La stessa passione e lo stesso disinteresse che investo nella professione. Non sempre ci riesco del tutto, magari, ma lo spirito e lo slancio sono quelli. Ecco, Amelia forse per questo potrebbe scegliermi come sindaco».

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