Un elettore al voto

di M. To.

Massimi e minimi. Il giochino – a volte crudele – è servito. Perché se c’è chi fa ‘bottino’, che anche chi fa il botto e, magari, ci rimane male.

Il Pd A portare a casa un buon bottino è stato certamente l’assessore uscente Stefano Bucari (Pd), che ha conquistato 793 voti: è il candidato con il maggior numero di preferenze personali. Sul podio altri due assessori uscenti e compagni di partito:  Sandro Piermatti (776) e Renato Bartolini (650). Poi, per un pelo, restando nel Partito democratico, il consigliere comunale uscente Sandro Piccinini (646) e il capolista Andrea Cavicchioli (624). Se Di Girolamo vincerà al ballottaggio, in consiglio comunale andranno anche Valdimiro Orsini (536), Francesco Filipponi Filipponi (526), Valeria Masiello (510), Andrea Zingarelli (483), Fabio Narciso (472), Stefano Desantis (444), Jonathan Monti (425), Pasqualino Burgo (406), Michele Pennoni (382) e, forse, Gianfranco Teofrasti (304).

Esclusi  A restare fuori da palazzo Spada – ma se qualcuno tra i più votati andrà, come già si sussurra, a fare l’assessore, i giochi si riaprirebbero – saranno l’assessore provinciale uscente Stefania Cherubini (284), il presidente uscente del consiglio comunale Giorgio Finocchio (270) e i consiglieri uscenti Ermanno Ventura (270), Valerio Tabarrini (252) e Marco Vinciarelli (222).

Progetto Terni Un altro che non può lamentarsi è l’ex assessore regionale Giuseppe Mascio che con 571 preferenze entra di corsa a palazzo Spada e potrebbe trascinare con sé anche l’assessore uscente Luigi Bencivenga (365), che il Pd non ha ricandidato. Resta a terra l’ex assessore e consigliere uscente Giuseppe Boccolini (142).

Cittaperta-Terni dinamica Un ‘pezzo grosso’ del Pd ternano era anche nella lista civica di appoggio al sindaco, e Saverio Lamanna non ha deluso le aspettative: con 455 voti è il primo della classe, me bene se l’è cavata anche l’ex segretario della Cisl Faliero Chiappini (377), che entra in consiglio. Qui, a sperare in un Di Girolamo-bis c’è il consigliere comunale uscente dell’Udc Cristiano Crisostomi (283), che potrebbe entrare a sua volta e, addirittura, visto mai che Mascio venga chiamato in giunta, l’altro consigliere uscente della lista civica Giorgio Aquilini Ugolini (216). Resta fuori l’assessore uscente al commercio Daniela Tedeschi (210) e il capogruppo uscente David Tallarico (167).

Sel La presidente della circoscrizione Nord, Francesca Malafoglia (345) è miss-preferenze e potrebbe entrare a palazzo Spada, lasciando fuori  due assessori uscenti: quello ai lavori pubblici Silvano Ricci (338) e quello alla cultura, Simone Guerra (228).

Terni oltre e Il giacinto-Alde A Leo Venturi non ha portato bene passare dall’opposizione al supporto a Di Girolamo: lo hanno votato in 162, ma sempre di più di quelli che hanno scritto il nome del – solo per pochi giorni – candidato a sindaco de ‘Il giacinto’, Vanio Ortenzi (49) o dell’assessore provinciale uscente Marcello Bigerna (24).

Il centro destra Francesco Ferranti, consigliere comunale uscente. è stato il più votato in Forza Italia (617), seguito da altri due ‘esperti’ di palazzo Spada: Stefano Fatale (502) e Federico Brizi (317). Marco Cecconi (186) entrerà in consiglio comunale per Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e dovrebbe farcela anche Enrico Melasecche (230) per ‘I love Terni’, che lascia a casa Giovanni Cicioni (157) e Cinzia Fabrizi (132), consiglieri uscenti. Niente da fare nemmeno per il capolista di ‘Terni città futura’ Michele Rossi (107).

Il Cammello L’unico ad avere la chance di sedere in consiglio è il candidato sindaco Franco Todini. Quarto in graduatoria il collega Andrea Fabbri (116).

II M5S  Cinque posti, nel nuovo consiglio comunale, dovrebbero andare al Movimento 5 Stelle, che oltre ad Angelica Trenta, porterebbe Thomas De Luca (286), Valentina Pococacio (199), Federico Pasculli (151) e Patrizia Braghiroli (143).

Zero voti La palma dell’onestà intellettuale spetta a cinque candidati: Elisa Fabrizi e Damiano Persichetti (Pin), Fabio Mariani (F.d’I.-An), Maurizio Billera (Fi) e Fausto Gentili (Terni bene comune). Hanno finito così come avevano cominciato: a zero voti. Magari da oggi guarderanno i parenti con occhi diversi.

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