«La chiusura del Giornale dell’Umbria è solo l’ultimo caso di una situazione molto preoccupante. Il panorama dell’informazione in Umbria è devastante, serve una legge di sistema complessiva che tenga conto della crisi specifica della nostra regione». Sono queste alcune delle indicazioni emerse nel corso della prima commissione del consiglio regionale, dove si è svolta l’audizione del presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, e del presidente dell’Associazione stampa umbra, Marta Cicci.
Presto proposta di legge Il presidente Andrea Smacchi ha sottolineato come sia stata «la prima di una serie di audizioni per capire problematiche e prospettive connesse al mondo dell’informazione e dell’editoria in Umbria, al termine delle quali metteremo mano ad una risoluzione da portare in Assemblea legislativa per arrivare ad una proposta di legge, che è già nelle intenzioni della Giunta».
Panorama devastante Marta Cicci del sindacato ha ha parlato di una «crisi che esiste a livello nazionale ma che in Umbria ha colpito in maniera particolarmente forte: rischiamo di essere relegati a funzioni di passaggio di gruppi editoriali più ampi, con il pericolo di vedere spazzata via tutta l’informazione regionale. Il Giornale dell’Umbria cesserà le pubblicazioni a fine mese, con l’invio delle lettere di licenziamento. Si conclude così una brutta vicenda editoriale, che lascia un vulnus all’interno del panorama informativo regionale. Come sindacato chiederemo l’attivazione della cassa integrazione. Il 9 febbraio è previsto un tavolo di crisi aziendale presso l’assessorato regionale per lo Sviluppo economico. Il Corriere dell’Umbria ha da poco rinnovato il contratto di solidarietà, che è presente in tutte le tv locali. Recentemente sono state chiuse due collaborazioni dell’Agi. Dai giornali alle agenzie fino alle tv, il panorama dell’informazione in Umbria è devastante. La crisi è trasversale e in tutti i media. L’Umbria è stata una delle prime regioni ad emanare una legge sull’informazione, che nel 2000 era molto innovativa ma che oramai è stata superata dai fatti. Molte regioni hanno deliberato recentemente in materia: Veneto, Molise, Toscana, lo sta facendo l’Emilia Romagna. L’Umbria, con una nuova norma, dovrebbe mantenere la prima genitura in capacità di anticipare i tempi e valorizzare il ruolo dei giornalisti, magari puntando sull’innovazione tecnologica ed evitando che la regione diventi terra di conquista di persone poco chiare che vengono da fuori. C’è la volontà politica di farlo: recentemente abbiamo avuto un incontro in Giunta per aprire un tavolo tecnico per valutare quali strumenti mettere in campo. Come sindacato abbiamo avuto problemi per i giornalisti nel processo di riordino delle Province, visto il tentativo di ricondurre queste professionalità sotto l’ufficio comunicazione».
Serve una legge Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Roberto Conticelli, ha chiesto alle istituzioni «un sostegno»: «Un provvedimento di legge – ha detto – che tenga conto della crisi specifica umbra. Questa è una crisi che non si vede perché i giornali continuano ad uscire ma la forza lavoro si è dimezzata tra i professionisti e azzerata per i pubblicisti, visto che ne lavora meno di un decimo. Tra i 1.600 iscritti all’ordine – ha proseguito – ci sono un migliaio di giovani pubblicisti in cerca di occupazione che non hanno alcuna prospettiva. Alcuni editori se ne approfittano come dimostra la vicenda del Giornale dell’Umbria. Ma anche il fatto che in Umbria c’è chi paga 2,5 euro per un pezzo, e c’è chi cerca di assumere giornalisti con altri tipi di contratto. Da una statistica dell’Ordine nazionale soltanto in Basilicata si legge meno che da noi, e siamo tra le ultime tre regioni ad aver sviluppato il web negli ultimi due anni. Nel panorama della comunicazione regionale c’è scarsa attenzione anche per una crisi endemica dei giornali. Ci sono colpe e responsabilità anche da parte nostra, ma vorremmo poter fare la nostra parte. Auspichiamo perciò un tavolo tecnico per approfondire non solo il problema del Giornale dell’Umbria ma quello dell’editoria in generale. L’obiettivo è quello di arrivare ad approvare un provvedimento legislativo che affronti le questioni dell’informazione in maniera complessiva. Da sottolineare – ha concluso – che in Umbria abbiamo, nel settore dell’informazione, abiamo due eccellenze come il Festival del giornalismo e la Scuola di giornalismo radiotelevisivo che la più formativa d’Europa».
Il dibattito Claudio Ricci (Rp) ha garantito «massima disponibilità ad una nuova legge perché la comunicazione è una materia prima per un territorio». Raffaele Nevi (FI) ha sottolineato come «la vicenda del Giornale dell’Umbria dimostra che serve maggiore prudenza nell’affrontare queste situazioni. Per la nuova legge chiediamo la vostra collaborazione nel segnalare buone pratiche messe in atto in altre regioni». Andrea Liberati (M5s) ha parlato di «un problema di contenuti: serve un giornalismo che vada sulle notizie vere. Ci sono troppe commistioni tra editori e politica». Giacomo Leonelli (Pd) ha affermato di condividere «l’obiettivo della commissione di elaborare un percorso di medio lungo periodo che possa aiutare un settore così importante con una proposta di legge. Valutiamo anche una mozione sul Giornale dell’Umbria perché le istituzioni umbre non possono rimanere silenti». Infine, Gianfranco Chiacchieroni (Pd) ha invitato ad «interessarci anche delle testate on line per entrare dentro questi processi e capire appieno la materia».
