L'aula ha dato il via libera alla riforma (foto F.Troccoli)

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato a maggioranza, con 18 voti favorevoli e 8 contrari, il disegno di legge che modifica ed integra le norme del 2003 in materia di edilizia residenziale pubblica. La finalità è quella di dare una risposta il più efficace possibile al fabbisogno di case, con maggiore attenzione e riguardo a chi non può accedere ai prezzi del libero mercato, ai nuclei familiari e agli individui in difficoltà economica sia per il basso reddito (l’indicatore scelto è il sistema Isee, Indicatore situazione economica equivalente, ndr) che per la perdita del lavoro o per sopraggiunte condizioni di mobilità o cassa integrazione, per l’insorgenza di malattie gravi o per il decesso di un componente che fa venire meno il reddito.

Cosa cambia Sono casi che spesso portano a sfratti per morosità «incolpevole», sui quali è adesso previsto un intervento della macchina pubblica. Cambiano anche le tipologie d’intervento: dalla locazione a canone sociale o concordato alla costruzione di nuove case, anche con procedure del tutto innovative, come l’autocostruzione. Il testo è approdato in Aula dopo un lungo lavoro svolto da una sottocommissione composta da consiglieri regionali della Terza Commissione e dallo staff dell’assessorato. «Si tratta di una riforma che coglie dopo nove anni – ha detto l’assessore alle Politiche abitative Stefano Vinti -, la necessità di ridefinire il quadro legislativo di un settore che si trova all’interno di un cambio radicale di politiche nazionali che ne hanno sostanzialmente azzerato gli interventi. La ‘piccola’ Umbria, rispetto ad altre Regioni, ha avuto una ottima capacità di spesa. Abbiamo saputo rispondere, prevedendo maggiori risorse, anche al sostegno per gli affitti».

Oltre 1.200 sfratti nel 2011 «Gli sfratti verificatisi nel corso del 2011 sono stati 1.200 di cui il 90 per cento per morosità ‘incolpevole’, cioè a causa della riduzione del reddito. Se per l’intero Paese occorrerebbero un milione di case, in Umbria ci sono seimila domande, la stima è che servirebbero diecimila abitazioni. Grazie a questa legge viene stabilito con chiarezza chi ha diritto a chiedere l’alloggio pubblico. Per quanto riguarda gli sfratti esecutivi abbiamo istituito commissioni apposite a livello comunale o delle Unioni dei Comuni, utili e necessarie per fronteggiare la questione. Vengono previste risorse affinché lo sfrattato passi comunque da casa a casa. Si tratta soltanto di garantire un sufficiente livello di civiltà. In Umbria ci sono 42 mila vani non affittati o invenduti, con 10 mila famiglie che cercano un’abitazione, in sostanza abbiamo sempre più case senza inquilini e inquilini senza case».

No dell’opposizione L’opposizione ha votato contro, riscontrando soprattutto carenze nel sistema di controllo dei requisiti e sollevando il problema dell’incompatibilità, nell’effettuazione dei controlli, da parte di esponenti politici eletti negli enti pubblici e componenti il Cda dell’Ater stesso. Uno specifico ordine del giorno presentato dalla minoranza sulle tematiche dei controlli da intensificare e delle incompatibilità da evitare è stato respinto, pur avendo incassato il voto favorevole dell’Idv. In particolare nel mirino di Franco Zaffini (Fare Italia) sono finiti i tempi della cosiddetta «ospitalità». In pratica un assegnatario di alloggio può dichiarare di offrire ospitalità ad un soggetto diverso per una durata di due anni, rinnovabili per ulteriori due. Un periodo di tempo che Zaffini avrebbe potuto portare ad un massimo di due mesi.

Zaffini e Dottorini L’emendamento con la modifica però è stato respinto dalla maggioranza: «Negli alloggi popolari – dice Zafffini – esistono già realtà dubbie, al limite della legalità e della giustizia sociale che lasciano fuori tanti nuclei familiari che hanno davvero diritto ad una casa, mentre oggi si consente a chi è assegnatario di mettere in casa persone per quattro anni, situazioni dietro cui si nascondono casi di affitti in nero; non prendere in considerazione queste conseguenze significa solo non voler vedere la realtà, significa fare la politica degli struzzi, o peggio ancora, avallare situazioni di evidente illegalità ed ingiustizia». Il capogruppo dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta in particolare il capitolo sull’autocostruzione parlando di «notizia importante che rende merito alla caparbietà del nostro impegno e alla spinta innovatrice e civica che da tempo sollecitava un intervento di questo genere. Le misure approvate oggi, recependo i principi della proposta di legge del nostro gruppo, permettono di sostenere le famiglie meno abbienti, consentendo loro a un prezzo ragionevole di avere un’abitazione di alta qualità, anche dal punto di vista ambientale ed energetico».