Dopo la frana che ha colpito Niscemi, in Regione si accelera per il Colle di Todi e la Rupe Orvieto, ma è subito bagarre politica per il mancato coinvolgimento dei sindaci almeno in questa fase denunciato dai consiglieri di centrodestra dell’assemblea legislativa e contestato anche dalla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. A rilanciare l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, che accusa la precedente giunta di «inerzia» e punta il dito anche contro i Comuni «non indenni da responsabilità».

Per ricostruire lo scontro politico in corso occorre riavvolgere il nastro fino a giovedì, quando la maggioranza dell’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato la mozione presentata da Letizia Michelini (Pd), mentre le opposizioni non hanno partecipato al voto. Il documento «impegna la giunta a sostenere attivamente, in tutte le sedi istituzionali e politiche competenti, gli emendamenti presentati al Senato finalizzati allo stanziamento urgente di risorse destinate alla messa in sicurezza, alla manutenzione straordinaria e al ripristino del monitoraggio della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi; a richiedere formalmente al governo un finanziamento pluriennale dedicato, che consenta alla Regione e agli enti locali di programmare interventi strutturali e non emergenziali, in coerenza con le precedenti leggi speciali; a predisporre, insieme al Comune di Orvieto e al Comune di Todi e agli enti tecnici e scientifici competenti, un Piano integrato di monitoraggio e prevenzione, che preveda: la riattivazione dell’Osservatorio della Rupe; il ripristino e l’ammodernamento della rete strumentale di controllo; la mappatura aggiornata dei rischi e un sistema di allerta efficace».

Le opposizioni non hanno partecipato al voto, perché «di fronte a un tema così delicato, che
riguarda la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia di due patrimoni identitari dell’Umbria, abbiamo avanzato una richiesta semplice e di buonsenso: rinviare l’atto in commissione per audire preventivamente i sindaci di Orvieto e Todi, affinché potessero esprimere il loro punto di vista prima del voto in aula», hanno spiegato Donatella Tesei (Lega) e gli altri, aggiungendo che l’intento «non era di rallentare o ostacolare il percorso, ma di rafforzarlo: i sindaci sono le prime sentinelle del territorio e ascoltarli prima della votazione avrebbe
significato costruire un atto più solido e realmente condiviso». La richiesta è stata respinta per procedere subito alla votazione e «per questo abbiamo deciso di non partecipare
al voto», dicono dal centrodestra.

Dalla maggioranza hanno quindi replicato che «c’è urgenza, perché il tema èdelicato», fermo restando che «Michelini, presidente della seconda commissione, ha assunto l’impegno di convocare in commissione i sindaci dei territori interessati da criticità rilevanti, a partire dalla Rupe di Orvieto e dal Colle di Todi, invitando anche l’assessore Thomas De Luca, per un confronto approfondito sul tema del dissesto idrogeologico e sulla definizione delle priorità operative. Si tratta – hanno concluso – di un passaggio politico
importante: la tutela del territorio non può essere oggetto di divisioni o rinvii, perché è una responsabilità collettiva».

Nel dibattito si è quindi inserita la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, dicendosi «sorpresa» e «preoccupata» dalla «scelta di respingere la richiesta avanzata dai consiglieri regionali di centrodestra di ascoltare preventivamente i sindaci in Commissione prima del voto in aula». Tardani ha quindi ribadito il concetto: «Chi amministra quotidianamente territori complessi e fragili come i nostri non può essere chiamato a intervenire solo dopo che le decisioni sono state assunte. Escludere il confronto preventivo con i Comuni significa indebolire l’efficacia delle scelte».

Alla fine a rilanciare ancora è stato l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, secondo cui «l’inerzia della precedente giunta regionale, ha causato un vuoto normativo e burocratico che sembrerebbe aver causato una perenzione contabile dei fondi». De Luca ha, quindi, ricostruito che «a seguito della legge 160 del 2019, che ha stanziato 3 milioni di euro per il triennio 2020-2022, la Regione Umbria si è attivata immediatamente sottoscrivendo già il 23 giugno 2020 l’accordo con i Comuni di Todi e Orvieto per un impegno complessivo di 1,35 milioni per Todi e 1,65 milioni per Orvieto». Tuttavia, dice l’assessore «è stato però solo con la delibera di giunta 1.329 del 28 novembre, quindi con la giunta Proietti, che è stato predisposto l’accordo di programma con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase)», ma «la questione che oggi rallenta il completamento del percorso risiede nel grave ritardo dello stesso Mase, che non ha ancora sottoscritto l’accordo di programma trasmesso prima delle festività natalizie».

De Luca, però, non punta il dito solo sulla giunta Tesei, ma anche sui Comuni che, dice, «non sono indenni da responsabilità», poiché «la Regione ha più volte richiesto alle amministrazioni locali di completare la rendicontazione degli interventi effettuati e, soprattutto, di perfezionare le progettazioni degli interventi ancora in sospeso. Senza questi passaggi tecnici fondamentali, che spettano ai territori, non è possibile procedere». Nel merito del dibattito innescato dalla mozione di Michelini, infine, De Luca afferma: «Dispiace leggere dichiarazioni che parlano di decisioni calate dall’alto o di mancanza di confronto, perché l’atto del consiglio regionale vuole dare continuità all’aaccordo e spingere il governo a finanziamenti pluriennali. Non esiste alcuna volontà di escludere i sindaci, ma l’urgenza oggi è agire, non alimentare scontri artificiali».

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