La riforma della struttura territoriale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha previsto, in Umbria, la riduzione dei tre uffici dirigenziali ad oggi operanti, in un unico ufficio dogane accise e monopoli, con conseguente accentramento delle funzioni e delle attività presso la direzione interregionale di Firenze, «ivi trasferendo il rilascio delle autorizzazioni che, storicamente e per importanza strategica, hanno sempre qualificato il ruolo dei servizi doganali per l’economia territoriale in materia di dogane, accise e giochi – puntualizza il senatore Franco Zaffini -; una tale riduzione del presidio di prossimità verso l’utenza e verso il tessuto economico e imprenditoriale del territorio danneggia gravemente la
regione umbra, ledendo anche l’efficacia dell’azione di garanzia di legalità e di contrasto agli illeciti». Lo stesso esponente di Fratelli d’Italia, ritenendo discutibili le scelte Adm, sull’argomento ha interrogato il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti.

Zaffini «In Umbria – si legge nel dispositivo – hanno sede ben 15 società qualificate come ‘operatore economico autorizzato’, alcune delle quali quotate alla borsa di Milano, ben 111 luoghi autorizzati presso i quali i funzionari possono sdoganare velocemente le merci a chilometro zero, registrando un traffico import-export pari, nel 2023, a oltre 1,6 miliardi di euro dichiarati presso gli uffici doganali di Perugia e Terni; presso l’aeroporto internazionale ‘San Francesco di Assisi’, unico punto di confine nazionale nella regione, l’ufficio doganale di riferimento ha fronteggiato il notevole incremento di traffico, passato da 369.222 transiti del 2022 a 532.474 del 2023, con riscontri positivi nel contrasto al trasporto di merci contraffatte in favore del made in Italy, procedendo al sequestro di prodotti agroalimentari potenzialmente dannosi per la salute pubblica, di sigarette e tabacco sfuso di contrabbando, di sostanze stupefacenti e di denaro oltre soglia; la riorganizzazione, considerato il prevedibile incremento di movimentazione che l’aeroporto registrerà con l’anno giubilare, comporterà un’inevitabile riduzione dei servizi per l’utenza nonché di efficacia dell’azione di presidio della legalità».

Adm in Umbria Gli uffici di Perugia e Terni hanno provveduto ad accertare oltre 45,6 milioni di euro di versamenti all’erario, erogando rimborsi per oltre 32 milioni di euro in favore di autotrasportatori, famiglie residenti in zone montane e degli altri soggetti destinatari a fronte di oltre 5.000 dichiarazioni, e gestito anche 1.080 licenze per tabacchi e prodotti da inalazione, tre depositi fiscali e le relative autorizzazioni; nella regione sono, inoltre, presenti 2 sale bingo, oltre 70 sale videolottery e circa 3.000 slot machine per un totale di circa 5.000 apparecchi da gioco e oltre 100 punti scommesse. «In Umbria – osserva Zaffini -, solo nell’ultimo triennio, è stata realizzata una piastra logistica nell’alto Tevere e programmata con i fondi Pnrr la realizzazione del raccordo ferroviario per il raggiungimento della piastra logistica di Terni-Narni, un’infrastruttura in grado di assolvere a funzioni di retroporto di Civitavecchia: situazione, questa, di grande interesse per il settore produttivo atteso che l’export umbro si attesta a 5,5 miliardi di euro con uno sfruttabile stimato in 4,3 miliardi di euro, di cui 3,2 verso mercati avanzati e 1,1 verso quegli emergenti; l’intervento si inserisce a vantaggio di quelle imprese che ricadono nel cratere del sisma 2016-2017 e nella fascia olivata Assisi-Spoleto. Appaiono dunque discutibili le scelte assunte dalla direzione generale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli che declassa e depotenzia il proprio assetto in Umbria».

Dogane accise e monopoli «Sarebbe opportuno valutare adeguatamente l’importanza a livello nazionale delle strutture industriali situate nelle due province: a Terni si trova infatti una delle acciaierie più importanti d’Europa, a Perugia si trovano industrie del settore aeronautico, meccanotecnico, tessile, della filiera olearia e una distilleria; il nuovo assetto organizzativo avrebbe ripercussioni sul positivo trend che ha visto le imprese umbre espletare le pratiche doganali direttamente in regione, decongestionando così porti e aeroporti nazionali, come dimostra il flusso delle dichiarazioni doganali passate da circa 23.000 del 2019 a oltre 32.000 nel 2023. Con l’atto parlamentare, Zaffini chiede qunque di sapere quale sia il parere del ministro in merito, e quali iniziative intenda adottare per evitare il depotenziamento degli uffici dogane e monopoli dell’Umbria.

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