Sulla diffida inviata ad Ast dalla Provincia di Terni entrano a gamba tesa Sel e Sergio Cardinali, candidato alla Regionali con Umbria più uguale. Come noto, palazzo Bazzani ha chiesto una serie di informazioni tecniche, temporali, economiche ed ambientali a viale Brin sulla soluzione sperimentale che permetterebbe di recuperare le scorie fin qui conferite nel sito. Entro 60 giorni, scadenza 30 giugno, Ast dovrà rispondere alla Provincia, diversamente a rischio ci sarebbe l’utilizzo della discarica e sembrerebbe pure l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciata cinque anni fa e più volte prorogata.
Sel sulla discarica Tk-Ast Sulla delicatissima vicenda, su cui è in corso la sperimentazione del consorzio Recupero materiali Terni (Rmt), composta da imprenditori del territorio interessati all’operazione che però l’amministratore delegato Lucia Morselli vorrebbe superare affidandosi ad altri partner, è intervenuta Sel: «Non è ammissibile che Ast sposi tattiche dilatoria che, contando sull’ennesima proroga all’utilizzo della discarica, sposti la soluzione del problema per alcuni mesi, anche perché lo smaltimento in discarica, come avvenuto fino ad oggi, non è più sostenibile per i gravi problemi che provoca e perché la capacità della discarica di Villa Valle va esaurendosi. Ast, a nostro avviso, può impegnarsi in prima persona, con propri investimenti a realizzare le impiantistiche elaborate dagli studi di Arpa ed Università di Trieste, oppure utilizzando altre tecnologie se ci sono o ancora partecipare in maniera attiva al progetto presentato. Nel frattempo è bene che le istituzioni locali e regionali impegnino il governo a riprendere il mano il confronto con Tk-Ast affinché si concretizzino tutti gli impegni assunti a margine della vertenza».
Sergio Cardinali Sulla vicenda ambientale ed economia anche Cardinali ci va giù duro: «La decisione della Morselli di abbandonare il progetto ternano per il recupero delle scorie di Ast è pericoloso per la salute dei cittadini e dei lavoratori perché – scrive il candidato di Umbria più uguale – la scelta comporta tempi infinitamente più lunghi per la soluzione di un problema che non può essere più tollerato. Occorre quindi che Ast faccia chiarezza e che le istituzioni proseguano con determinazione pretendendo progetti chiari e tempi certi per iniziare quel percorso di costruzione di una industria sostenibile che aiuti a recuperare il patrimonio ambientale ternano, creando nuovi posti di lavoro e ricchezza economica. Viceversa – conclude Cardinali – qualcuno chiederà il conto e allora sarà troppo tardi».
